
di Vera MORETTI
Gli imprenditori milanesi sono sempre più propensi a portare avanti iniziative nel sociale.
Si tratta del 79% delle imprese che, in un anno, spendono bel 725 milioni di euro.
Le motivazioni che muovono verso questa direzione sono, in primo luogo, di tipo etico, per il 61,6%, ma anche per lo sviluppo dell’impresa, 13,7%, ma anche per migliorare l’immagine aziendale, 12,3%.
A questo proposito, è stato costituito il progetto 15% che, nato all’interno della Casa della Carità, è un consorzio al quale fanno parte aziende ben avvitate sul mercato della comunicazione che decidono di rinunciare al 15% del fatturato su ogni progetto per consentire al committente di destinarlo all’associazione prescelta. Infatti, nonostante il progetto sia nato all’interno della Casa della Carità, non è la sola fondazione a beneficiare delle donazioni.
L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business basato sul coefficente etico delle imprese, per creare un’economia parallela, e virtuosa, che possa focalizzarsi sulle urgenze che ci circondano.
Per poter sviluppare ulteriormente questa iniziativa, è in progetto per il prossimo futuro la creazione del brand 15% in ambiti che non siano solo comunicazione e creatività, come accade ora, per costituire un cerchio ancora più grande, in modo da coprire maggiori richieste e portare avanti, verso tante direzioni, l’idea delle aziende “etiche”.
Presso la Camera di Commercio di Milano è disponibile lo sportello CSR, gestito da Formaper e dedicato alla responsabilità sociale d’impresa, volto a rafforzare il ruolo del sistema camerale milanese come ente promotore di una cultura imprenditoriale orientata alla sostenibilità e all’innovazione.
Ma quali sono, in concreto, le soluzioni maggiormente adottate dalle imprese milanesi? L’attenzione maggiore è rivolta al settore ambientale, con una particolare attenzione al trattamento dei rifiuti e al consumo energetico. Ma anche il settore delle risorse umane è preso in considerazione, soprattutto se si parla di salute e sicurezza, ma anche di tutela della privacy.
Oltre a ciò, c’è chi sostiene le iniziative sociali come ricerca e attività sportive o ricreative.
Ma la cosa più importante è che, nel 60% dei casi, si tratta di un impegno condiviso anche tra i dipendenti e non dai soli titolari, per far sì che la consapevolezza sia un affare comune e non elitario.
Su questi argomenti, è intervenuto Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, che ha dichiarato: “Sensibilizzare le imprese sul tema della responsabilità etica e sociale significa promuovere un mercato più equo, efficiente e competitivo. In questo senso, la Camera di Commercio di Milano è da tempo attiva e attenta nell’incoraggiare e offrire assistenza e sostegno alle aziende milanesi e lombarde che vogliono migliorare la loro gestione con prassi sempre più responsabili dal punto di vista sociale e ambientale anche con uno sportello dedicato. Un punto di riferimento per le imprese, specie le piccole e medie, per poter scegliere se adottare misure che, al di là dei costi iniziali, portano un vantaggio in termini di competizione, immagine e affidabilità”.
A queste parole, Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, ha commentato: “In questo momento la grande sinergia tra mondo delle imprese e realtà che operano con l’obiettivo della coesione e della inclusione sociale è fondamentale e questo appuntamento segna un percorso già avviato tra Casa della carità e la città intera con tutte le sue forze e le sue dimensioni. La Camera di commercio di Milano ha compreso bene che queste due dimensioni dell’impresa e del sociale devono sempre di più operare insieme perché il tema dell’impatto con il territorio e con l’ambiente ha bisogno di attività di sinergia e di un forte impianto motivazionale e di valorizzazione dell’etica della responsabilità. Una responsabilità verso la città che è di tutti e di tutte le forze che la compongono.”

