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	<title>INFOIVA &#124; il Quotidiano online delle Partite Iva</title>
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	<description>brevi notizie economiche per liberi professionisti, commerciani, artigiani, agenti di commercio, piccoli imprenditori</description>
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		<title>Micro imprese: 1 su 10 non può pagare i fornitori</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 13:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione2</dc:creator>
				<category><![CDATA[MONDO IMPRESA]]></category>
		<category><![CDATA[Cribis D&B]]></category>
		<category><![CDATA[dall'Osservatorio sulla rischiosità commerciale]]></category>
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		<category><![CDATA[Rischio]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine 2011 il 10,93% delle imprese italiane ha registrato un'alta rischiosità di insolvenza verso i propri fornitori, più colpito il settore del commercio all'ingrosso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19471" title="rischio-insolvenza" src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/rischio-insolvenza.jpg" alt="" width="576" height="560" /><br />
Ritardi nei pagamenti, casi di insolvenza, rischio fallimento. Le aziende italiane, soprattutto la piccola e micro impresa, rischia di <strong>non riuscire a far fronte agli oneri nei confronti dei propri fornitori</strong>. E’ quanto denuncia lo studio realizzato dall<strong>&#8216;Osservatorio sulla rischiosità commerciale di Cribis D&amp;B</strong>, societa&#8217; del <strong>Gruppo Crif.</strong></p>
<p><strong></strong>Il grado di affidabilità delle imprese italiane è a rischio declassamento. Un&#8217;azienda su dieci infatti, non riesce a pagare i propri fornitori. Le aziende maggiormente esposte al rischio sono le <strong>micro imprese</strong>, mentre le difficoltà maggiori emergono nel settore del <strong>commercio all&#8217;ingrosso.</strong></p>
<p><strong></strong>Qualche dato: <strong>a fine 2011 il 10,93% delle imprese italiane</strong> ha registrato un&#8217;alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori per i 12 mesi successivi. Se si confronta il medesimo dato <strong>a fine 2010 il tasso scende al 9,96%</strong> delle imprese italiane. Facendo un ulteriore salto indietro, <strong>nel marzo 2008</strong> le imprese italiane caratterizzate da un&#8217;elevata rischiosità di insolvenza erano<strong> l&#8217;8,89%.</strong></p>
<p><strong></strong>Le percentuali di rischio nel 2012 appaiono poi così suddivise:<strong> un livello di rischiosità media per il 45,56%</strong> delle imprese, mentre nella fascia <strong>medio-bassa</strong> il valore scende al <strong>37,68%.</strong> Una fetta piccolissima occupa poi la percentuale di aziende che si collocano nella fascia di <strong>rischiosità bassa</strong>: appena il <strong>5,83%</strong> del totale.</p>
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		<title>Le 7 vite del Fisco</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 08:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione2</dc:creator>
				<category><![CDATA[in PRIMO PIANO]]></category>
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		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
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		<category><![CDATA[redditometro]]></category>
		<category><![CDATA[speso metro]]></category>

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		<description><![CDATA[Agenzia delle Entrate: la caccia agli evasori in 7 mosse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19473" title="yacht" src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/yacht.jpg" alt="" width="576" height="560" /></p>
<p>Il nuovo<span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.infoiva.com/2012/02/il-nuovo-redditometro-atteso-per-giugno-2012.html"><span style="color: #ff0000;"> redditometro</span></a></strong></span> farà la sua comparsa a <strong>giugno 2012,</strong> ma l’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> ha già dato inizio alla sua <strong>caccia all’evasore</strong>. Blitz dei finanzieri, tracciabilità dei conti correnti, controlli ad hoc. Quali sono le mosse messe in atto per stanare i veri evasori?</p>
<ul>
<li><strong>Serpico</strong>: il nome richiama un film degli anni ’70 con <strong>Al Pacino</strong> e che portava la firma di Sidney Lumet. Si tratta in realtà della <strong>nuova banca dati</strong> dove istituti di credito, assicuratori, operatori finanziari saranno obbligati a fornire tutte le informazioni sul contribuente. In termini di quantità, Serpico conterrà oltre <strong>400 milioni di dati</strong> che fanno riferimento ad oltre<strong> 40 milioni di conti correnti.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>10 +</strong>: l’accertamento fiscale sui contribuenti scatterà d’ufficio se <strong>la differenza tra il</strong> <strong>guadagno ricostruito e quello dichiarato supera il valore del 10 %.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tracciabilità</strong>: nelle operazioni bancarie tra privati e nelle transazioni tra consumatori e imprese non può essere utilizzato <strong>denaro contante se i pagamenti sono superiori ai 1000 euro.</strong> La disposizione è già in vigore dallo scorso 6 dicembre, ma a partire dal prossimo <strong>31 marzo</strong> conterrà un’ulteriore norma: <strong>libretti di deposito bancari, postali o al portatore di valore superiore a 1000 euro </strong>dovranno obbligatoriamente essere<strong> estinti.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Spesometro</strong> : per ogni <strong>acquisto superiore a 3600 euro</strong> sarà obbligatorio fornire al venditore il proprio <strong>codice fiscale.</strong> Il commerciante dovrà a sua volta trasmettere tempestivamente il codice fiscale dell’acquirente all&#8217;Agenzia delle Entrate.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Redditometro</strong>: in vigore da <strong>giugno 2012,</strong> sarà basato sull’analisi di oltre 100 voci di spesa. Il suo compito è quello di misurare e verificare l’effettiva compatibilità fra redditi dichiarati e tenore di vita dei dichiaranti, attraverso l’analisi del livello delle spese. Il redditometro terrà conto del possesso di barche, auto di grossa cilindrata, assicurazioni sulla vita, spese per viaggi di lusso etc. Il nuovo strumento di lotta all’evasione è stato messo a punto analizzando i dati di<strong> oltre 22 milioni di famiglie, ovvero circa 50 milioni di soggetti,</strong> mentre la sua sperimentazione durerà fino a fine febbraio.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Equitalia</strong>: l&#8217;accertamento esecutivo dei controlli del fisco è affidato a Equitalia, per incassare le imposte non dichiarate. Saranno passate sotto la lente di ingrandimento soprattutto le <strong>dichiarazioni dei redditi dell’anno 2007-2008.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tutoraggio:</strong> per coloro che hanno un volume d&#8217;affari superiore ai 100 milioni euro scatta il tutoraggio. In cosa consiste? L&#8217;Agenzia delle Entrate, attraverso le sue sedi regionali, diventerà un vero e proprio ‘angelo custode’ dei grandi contribuenti. Si stima che i grandi contribuenti passeranno così <strong>dai circa 2.000 del 2011 a oltre 3.100 nel 2012.</strong></li>
</ul>
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		<title>Lombardia: contributi fino al 40% per le imprese agricole montane</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano Impresa]]></category>
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		<category><![CDATA[Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013]]></category>
		<category><![CDATA[regione lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Lombardia stanzia un piano di contributi per le società agricole e cooperative con finanziamenti fino a 12 mila euro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19448" title="impresa-montana" src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/impresa-montana.jpg" alt="" width="576" height="560" />Investire nell’agricoltura come ricetta alla crisi. Si chiama “<strong>Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013</strong>” ed è dedicato a tutte le<strong> imprese agricole con sede nelle aree montane della Lombardia</strong>. Un piano di concessione di finanziamenti destinati a coprire fino al <strong>40% delle spese</strong> sostenute dalle aziende, con contributi massimi fino a <strong>12 mila euro.</strong></p>
<p>Il progetto è rivolto sia alle <strong>imprese individuali</strong> che alle <strong>società agricole e cooperative</strong>, purché possessori di una partita IVA. I contributi stanziati hanno come finalità il sostegno nella realizzazione di interventi e migliorie nei <strong>comuni lombardi montani</strong> o appartenenti alla categoria degli svantaggiati.</p>
<p>Ma in quale modo potranno essere utilizzati i finanziamenti della<strong> Regione Lombardia</strong>?</p>
<p>Gli investimenti dovranno riguardare:</p>
<ul>
<li>la realizzazione di<strong> fabbricati rurali o interventi strutturali</strong></li>
<li>l’<strong>acquisto di impianti</strong> sia per le stalle sia per la conservazione e il commercio dei prodotti</li>
<li>lo sviluppo di <strong>colture arbustive e arboree di pregio</strong></li>
<li>opere di miglioramento fondiario</li>
</ul>
<p>Per tutti gli interventi strutturali, incluso l’acquisto di impianti e attrezzature, l’ammontare della spesa minima dovrà corrispondere a <strong>30 mila euro,</strong> con contributi fino al 40% e in ogni caso non superiori a 12 mila euro.<br />
I finanziamenti <strong>non potranno però essere utilizzati per opere di manutenzione ordinaria</strong>, costruzione di impianti energetici o acquisto di terreni o bestiame.</p>
<p>Il “Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013” strizza l’occhio ai<strong> giovani imprenditori agricoli</strong>. Per questa categoria infatti è previsto un incentivo massimo di <strong>13,5 mila euro</strong> per coprire fino al <strong>45% delle spese</strong>. Mentre per tutti gli altri imprenditori agricoli il limite massimo è fissato a <strong>10,5 mila euro</strong>, con la possibilità di coprire fino al <strong>35% delle spese</strong> sostenute.</p>
<p>La richiesta di finanziamento potrà essere inoltrata a partire <strong>dal 1 marzo 2012, e non oltre il 15 aprile.</strong> Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&amp;childpagename=DG_Agricoltura%2FDetail&amp;cid=1213284480959&amp;pagename=DG_AGRWrapper" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Regione Lombardia.</span></a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Febbre alle stelle: le città più calde d’Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[virus]]></category>

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		<description><![CDATA[Il virus dell'influenza colpisce le imprese italiane: ma quanto costa ad un'azienda un dipendente a letto con raffreddore e febbre?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-19446" title="influence" src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/influence.jpg" alt="" width="576" height="560" />di Alessia CASIRAGHI</strong></em></p>
<p><strong>Febbre alle stelle</strong> per le imprese italiane. Peccato però che non si tratti né di febbre dell’oro, né di febbre da affari, ma piuttosto della<strong> sindrome da influenza</strong> che nell’ultimo mese ha colpito numerose città e aziende italiane. Ma quanto costa ad un impresa un dipendente a letto con raffreddore e febbre?</p>
<p>La <strong>Camera di Commercio di Milano,</strong> in collaborazione con <strong>Istat e Ministero della Salute</strong>, ha stilato un’insolita classifica per verificare l’incidenza in termini di costi e perdite per le aziende colpite dal <strong>virus…dell’influenza</strong>. Che il ceppo sia australiano o asiatico, poco importa, il costo stimato per le aziende nel lasso di tempo considerato, dallo scorso <strong>17 ottobre al 22 gennaio</strong>, ha già raggiunto quota <strong>123 milioni di euro.</strong> In breve, sono stati monetizzati all’incirca <strong>1 milione e 600 mila giorni di malattia</strong> cui sono stati costretti i dipendenti (ma anche gli imprenditori) causa febbre e influenza stagionale.</p>
<p>Per ciascun lavoratore è stata considerata una media di tre giorni di convalescenza, escludendo l’incidenza del costo del weekend. E indovinate un po’ chi svetta in cima alla classifica? <strong>Milano</strong>. Colpa delle polveri sottili o meno, nel capoluogo lombardo sono stati &#8216;bruciati’ da ottobre a gennaio <strong>128 mila giorni di malattia</strong>, per un costo totale di <strong>10 milioni di euro</strong>. E il termometro scotta anche a <strong>Roma</strong>, con 9 milioni e 100 mila euro diluiti nei 124 mila giorni di malattia.</p>
<p>Medaglia di bronzo <strong>Torino</strong> con 5 milioni di euro per oltre 67 mila giorni persi,seguito da <strong>Napoli</strong> con 3,5 milioni di euro e <strong>Brescia</strong>, a cui l’ondata di influenza è costa 3 milioni di euro.</p>
<p>Nella top ten delle città più ‘febbricitanti&#8217; troviamo le province del nord: da <strong>Bergamo a Verona, da Varese a Bologna,</strong> che superano tutte i<strong> 2 milioni di euro di costi.</strong></p>
<p>Il termometro delle città più calde d’Italia sembra però deciso a non arrestarsi, e complice la neve, il conto rischia di scottare davvero per molto aziende dello stivale.</p>
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		<title>Gaetano Stella: nessuna novità sulla riforma del lavoro</title>
		<link>http://www.infoiva.com/2012/02/gaetano-stella-nessuna-novita-sulla-riforma-del-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissima]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[confprofessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro del Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[riforma del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[Il confronto fino ad ora ha riguardato solo Confindustria e sindacati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non vedo grandi novità sul tavolo. Anzi, stiamo tornando indietro. Finché si continua ad affrontare il mercato del lavoro come una partita solo tra <strong>Confindustria e sindacati</strong>, difficilmente si potranno creare nuovi posti di lavoro&#8221;. Lapidario il commento del presidente di <strong>Confprofessioni</strong>, Gaetano Stella, sull&#8217;incontro di oggi tra il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, con alcune parti sociali.</p>
<p>&#8220;Assistiamo con preoccupazione all&#8217;evolversi della <strong>riforma del lavoro</strong>&#8220;, ha sottolineato il numero uno del sindacato dei liberi professionisti, aggiungendo che &#8220;sembra più orientata a tamponare, giustamente, l&#8217;emorragia dei posti di lavoro, ma non vedo da nessuna parte la volontà di creare le condizioni necessarie per assicurare un impiego stabile e duraturo, soprattutto per i più giovani&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si continua a battere il chiodo &#8211; ha avvertito &#8211; su problematiche che sono state ampiamente superate dalla realtà. Si usano strumenti, quali ammortizzatori sociali e apprendistato, come merce di scambio per gestire il consenso con i soliti organismi di rappresentanza, senza tener conto dei profondi cambiamenti in atto nel mercato del lavoro. Il travaso dall&#8217;impiego dipendente al lavoro autonomo e alla libera professione è un fenomeno ormai acquisito nella nostra società, ma nessuno sembra prenderne atto. Il governo dovrebbe avere la forza e la determinazione di aprire la riforma del lavoro alle nuove forme di occupazione, alle attività intellettuali e ai professionisti&#8221;.</p>
<p>Fonte:<em><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Professioni/Confprofessioni-confronto-su-riforma-lavoro-non-sia-solo-partita-tra-Confindustria-e-sindacati_312932599946.html" target="_blank"> adnkronos.com</a></em></p>
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		<title>Forlì-Cesena: Innovazione in Romagna</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[camera di commercio di forlì-cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Centuria]]></category>
		<category><![CDATA[CISE]]></category>
		<category><![CDATA[nòvéra]]></category>
		<category><![CDATA[RInnova]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce "nòvéra", il bollettino sull’Innovazione in Romagna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana;"><strong>CISE</strong>, Centuria e RInnova, con il supporto dell&#8217;Ufficio Stampa della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, per la comune finalità di attuare iniziative per lo sviluppo economico del territorio, hanno deciso di dar vita a &#8220;<strong>nòvéra</strong>&#8220;, il bollettino sull’Innovazione in Romagna. &#8220;N</span><span style="font-family: Verdana;">òvéra&#8221;, pubblicato a cadenza trimestrale, rappresenta uno strumento informativo condiviso per la diffusione di notizie, progetti, buone pratiche, iniziative, casi di studio, inerenti al tema dell&#8217;innovazione. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">&#8220;</span><span style="font-family: Verdana;">Nòvéra&#8221; nasce dalla fusione di &#8220;nova&#8221; ed &#8220;era&#8221; con l&#8217;intenzione di evocare i cambiamenti e le innovazioni che si stanno affacciando all&#8217;inizio del terzo millennio. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Dunque possiede un&#8217;inclinazione principale rivolta al futuro; tuttavia può anche essere letta in chiave storica: &#8220;nòvera&#8221;, a richiamare, annoverare, raccontare l&#8217;innovazione già realizzata e passata alla storia, i successi e gli errori da cui imparare, l’uso fatto dall’uomo a fin di bene o a fin di male dell’innovazione, quale indispensabile bagaglio per affrontare le incognite e le sfide del nostro futuro. &#8220;</span><span style="font-family: Verdana;">nòvéra&#8221; si pone quindi come una sorta di anello tra passato e futuro, tra conoscenza ed aspettative, tra imprese e parti sociali, tra nuove opportunità offerte dalle scienze e dalla tecnologia e miglioramento della qualità della vita. E si colloca in modo “neutrale” sia rispetto a fanatismi tecnocratici, che rispetto a timori e minacce paventate a scopo precauzionale, sia rispetto a superficiali atteggiamenti di ottimismo progressista sovente frutto dell’ignoranza, sia rispetto ad inopportuni allarmismi e resistenze rispetto a ciò che è nuovo. Perché, alla base di tutto, intende promuovere la conoscenza, l’informazione corretta, il dialogo e la partecipazione consapevole di tutti gli attori sociali ed economici alla definizione degli obiettivi verso i quali finalizzare l’innovazione, sapendo che essa – da sola – non costituisce un fine, bensì un momento co-evolutivo di carattere neutro, da gestire e governare in modo democratico e non ideologico. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Fonte: <em><a href="http://www.camcom.gov.it/cdc/id_pagina/26/id_ui/27516/t_p/Forli-Cesena---Nasce-il-bollettino-sull-Innovazione-in-Romagna.htm" target="_blank">camcom.gov.it</a></em><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma: arriva &#8220;Percorsi imprenditoriali al femminile&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissima]]></category>
		<category><![CDATA[camera di commercio di roma]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Imprenditoria Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditrici]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi imprenditoriali al femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto della CdC di Roma e del Comitato Imprenditoria Femminile vuole promuovere e sostenere l’imprenditorialità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana;">Si chiama &#8220;<strong>Percorsi imprenditoriali al femminile</strong>: cultura d&#8217;impresa e mentoring&#8221; il progetto della <a href="http://www.camcom.gov.it/index.php?id_pagina=27&amp;id_ente=79" target="_blank">Camera di Commercio di Roma </a>e del Comitato Imprenditoria Femminile finalizzato alla promozione e al sostegno dell’imprenditorialità, della creazione e dello start-up di nuove imprese, attraverso l’attivazione di servizi integrati di informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica e accompagnamento gratuiti, con l’ulteriore scopo di promuovere e diffondere l’attività di “orientamento al ruolo imprenditoriale” sin dall’educazione scolastica.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Obiettivo principale dell’iniziativa, infatti, è quello di individuare nel territorio di Roma e provincia <strong>dieci aspiranti imprenditori/imprenditrici</strong> e/o neo imprenditori/imprenditrici in possesso dei seguenti requisiti:</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">- Per gli aspiranti imprenditori/imprenditrici, i partecipanti devono dimostrare di aver compiuto 18 anni di età e di non aver raggiunto l’età pensionabile secondo la legislazione italiana; i cittadini extracomunitari (non appartenenti ad uno dei Paesi dell’Unione Europea e che non abbiano passaporto italiano), devono essere in possesso di regolare permesso di soggiorno, con validità di almeno 6 mesi; i partecipanti devono impegnarsi a prendere parte gratuitamente e senza alcun rimborso a tutte le attività del progetto.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">- Per i neoimprenditori, invece, è necessario essere titolari o amministratori di una o più imprese da non più di 12 mesi; impegnarsi a partecipare gratuitamente e senza alcun rimborso a tutte le attività del progetto.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Le domande vanno inviate<strong> entro le ore 12 del 15 febbraio 2012</strong>. </span><span style="font-family: Verdana;">Per ulteriori informazioni e per scaricare il modulo di partecipazione è possibile consultare il portale della CdC di Roma.</span></p>
<p>Fonte:<em><a href="http://www.camcom.gov.it/cdc/id_pagina/26/id_ui/27512/t_p/Roma---Percorsi-imprenditoriali-al-femminile.htm" target="_blank"> camcom.gov.it</a></em></p>
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		<title>La Manovra Monti facilita la vita ai contribuenti in difficoltà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bussola Fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Milleproroghe 2010]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[manovra Monti]]></category>
		<category><![CDATA[obblighi fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[proroga pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[rate variabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Monti introduce un ulteriore proroga al decreto Milleproroghe 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/manovra-monti.jpg" alt="" title="manovra-monti" width="576" height="560" class="aligncenter size-full wp-image-19415" /></p>
<p><strong><em>di Vera MORETTI</em></strong></p>
<p>La regolarità nell’adempimento agli <strong>obblighi fiscali</strong> è sempre più difficile per i contribuenti, soprattutto considerando la crisi economica ancora molto presente.</p>
<p>La <strong>Manovra Monti</strong>, a questo proposito, ha deciso di venire incontro a chi si trova in difficoltà e introdurre una proroga della rateazione del debito fino a un massimo di 72 rate mensili con possibilità di rate variabili.</p>
<p>Questa dilazione era già possibile prima di questa manovra, perché il contribuente che ne necessitava poteva presentare una domanda ad <strong>Equitalia </strong>ed ottenere una rateazione delle somme iscritte a ruolo per un massimo di 72 rate mensili. Tutto ciò era possibile senza garanzia e l’unico obbligo era la puntualità dei pagamenti, pena la cessazione del beneficio della dilazione. </p>
<p>Con il decreto <strong>Milleproroghe 2010</strong>, poi, era stata data facoltà ad Equitalia, per le dilazioni concesse fino al 27/2/2011 che mancassero del pagamento della prima rata e di due rate successive, di riconcedere la dilazione, sempre fino a 72 mesi, a condizione che il contribuente fosse in grado do provare il peggioramento dello stato di difficoltà.</p>
<p>Con la Manovra Monti, dunque, cosa cambia? Viene concessa un’ulteriore proroga di 72 mesi al contribuente che ha già usufruito della dilazione ed ha anche subito un peggioramento della sua situazione. Ciò è possibile, però, solo se la prima dilazione concessa non è scaduta. La novità è l’<strong>importo delle rate</strong>, che possono essere di importo crescente per anno.</p>
<p>La disposizione della Manovra Monti concede la seconda proroga anche alle dilazioni concesse fino al 28/12/2011 per le quali non era stata pagata la prima rata o le due successive e che non hanno benenficiato della dilazione prevista dal decreto Milleproroghe 2010.</p>
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		<title>Cosa possono scaricare le navi da pesca?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[MONDO PROFESSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[librificanti]]></category>
		<category><![CDATA[navi da pesca]]></category>
		<category><![CDATA[provviste di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[vettovagliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un problema di lingue e termini diversi, c'è caos per coloro che lavorano sulle navi da pesca su cosa è deducibile dalle tasse e cosa non lo è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/peschereccio.jpg" alt="" title="by Roxelo&#039;s" width="576" height="560" class="aligncenter size-full wp-image-19405" /></p>
<p><strong><em>di Vera MORETTI</em></strong></p>
<p>I <strong>carburanti</strong> e i <strong>lubrificanti</strong> utilizzati dalle navi da pesca sono deducibili o no?</p>
<p>Il chiarimento è nella risoluzione n. 10/E dell&#8217;1 febbraio, che affronta la questione della portata applicativa dell’articolo 8.<br />
La precedente versione dell&#8217;articolo 8-bis, assimilava alle cessioni all&#8217;esportazione “<em>le cessioni di apparati motori e loro componenti e di parti di ricambio degli stessi e delle navi e degli aeromobili di cui alle lettere precedenti, le cessioni di beni destinati a loro dotazione di bordo e le forniture destinate al loro rifornimento e vettovagliamento, comprese le somministrazioni di alimenti e di bevande a bordo ed escluso, per le navi adibite alla pesca costiera locale, il vettovagliamento</em>“.</p>
<p>La norma comunitaria ha sostituito il termine “vettovagliamento” con “provviste di bordo” alla voce riguardante le forniture che, per le navi adibite alla pesca costiera, non possono godere della non imponibilità.<br />
Questo ha provocato una serie di incertezze interpretative riguardanti le forniture di carburante previste per questo tipo di imbarcazioni perché, nel novero delle provviste di bordo fanno parte “<em>i generi di consumo di ogni specie occorrenti a bordo per assicurare l&#8217;alimentazione degli organi di propulsione della nave e il funzionamento degli altri macchinari e apparati di bordo</em>“. Di conseguenza, nella definizione di provviste di bordo, ricadrebbero anche il carburante e il lubrificante utilizzato per l&#8217;alimentazione degli organi di propulsione della nave.</p>
<p>La soluzione presa dall’<strong>Amministrazione finanziaria</strong> si basa sulla versione in italiano, secondo la quale sono esentate “<em>le cessioni di beni destinati al rifornimento e al vettovagliamento delle navi adibite alla navigazione in alto mare e al trasporto a pagamento di passeggeri o utilizzate nell&#8217;esercizio di attività commerciali, industriali e della pesca, nonché delle navi adibite ad operazioni di salvataggio ed assistenza in mare e delle navi adibite alla pesca costiera, salvo, per queste ultime, le provviste di bordo</em>“. </p>
<p>Il cavillo riguarda il termine “provviste di bordo” perché, se si trattasse sia dei beni destinati al rifornimento sia al vettovagliamento, le navi adibite alla pesca costiera non godrebbero in nessun caso dell’applicazione del regime di non imponibilità previsto dall&#8217;articolo 148 della direttiva.</p>
<p>Confrontando, poi, la versione inglese con quella italiana, pare che non ci siano dubbi sul fatto che il termine “provviste di bordo” è stato usato come sinonimo di “vettovagliamento”, pertanto l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong> conclude che alla modifica normativa possa attribuirsi una finalità esclusivamente redazionale che non incide sulla portata del regime di non imponibilità applicabile al rifornimento di carburante delle navi adibite alla pesca costiera. </p>
<p>Sulla base di queste argomentazioni, ai soli fini dell&#8217;interpretazione dell&#8217;articolo 8-bis del Dpr 633/1972, al termine &#8220;provviste di bordo&#8221; va quindi attribuito un significato più ristretto, limitato al solo vettovagliamento, rispetto a quello utilizzato ai fini doganali dall&#8217;articolo 252 del Tud. </p>
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		<title>Arriva la nuova legge per combattere l&#8217;usura</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non Solo Tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[gazzetta ufficiale]]></category>
		<category><![CDATA[legge in materia di usura]]></category>
		<category><![CDATA[sovraindebitamento]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla Gazzetta Ufficiale il testo completo della legge]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infoiva.com/wp-content/uploads/2012/02/usura.jpg" alt="" title="usura" width="576" height="560" class="aligncenter size-full wp-image-19409" /></p>
<p><strong><em>di Vera MORETTI</em></strong></p>
<p>E’ stata pubblicata sulla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> n. 24 del 30 gennaio 2012 la Legge 27 gennaio 2012 , n. 3 portante “<em>Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento</em>”.</p>
<p>Il testo, leggibile nella sua interezza sul <a href="http://www.gazzettaufficiale.it" target="_blank"><strong>sito della gazzetta ufficiale</strong></a>, riguarda usura, estorsione e composizione delle crisi da sovraindebitamento ed entrerà in vigore dal prossimo 29 febbraio.</p>
<p>Per anticipare le novità che prevede tale legge, sappiamo che comprende un nuovo tipo di concordato che il debitore in crisi può proporre ai propri creditori per ristrutturare la propria situazione debitoria a condizione che assicuri il pagamento dei crediti privilegiati e dei creditori che non aderiscono all&#8217;accordo.<br />
Perché si possa essere ammessi alla nuova procedura è necessario che aderiscano almeno tanti creditori che rappresentano il 70% dei crediti.</p>
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