Spesso ci capita di prendere un taxi per raggiungere un cliente o un luogo di lavoro. I lavoratori dipendenti, se autorizzati dalla propria azienda, possono portare come giustificativo in nota spese la ricevuta rilasciata dal tassista a fine corsa. Solitamente questa ricevuta riporta l’orario in cui si è preso il taxi, il percorso fatto (partenza e arrivo) e il prezzo della corsa.
Ma questa ricevuta che valore ha? Nessun valore dal punto di vista fiscale, se non quello di attestare il percorso fatto ed il prezzo. Infatti i tassisti in base all’articolo 2, lettera 1, DPR 696/96, non sono soggetti all’obbligo di emissione di scontrino fiscale, né di ricevuta fiscale.
Come fare allora per portare in deduzione questo tipo di servizio? Occorre che il cliente richieda una fattura al tassista. Infatti, seppure non tenuto a farlo di sua spontanea volontà, il tassista è obbligato per legge ad emettere fattura se questa gli viene richiesta dal cliente prima della ultimazione della prestazione. Il tassista, può anche emettere fattura in un secondo momento, recapitando la fattura presso la sede del cliente entro 24 ore dalla prestazione. Il tassista che rifiutasse l’emissione della fattura a richiesta del cliente è punibile con sanzione amministrativa.
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