Solo Agrigento segna un piccolo calo tra il rapporto di imprese nate e imprese chiuse, registrando un -0,71%. I dati sono presenti in Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla nati-mortalità delle imprese condotta per Unioncamere da Infocamere, la società informatica del sistema camerale italiano.
Il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, commenta: “I siciliani hanno risposto alla crisi rimboccandosi le maniche. Il mondo produttivo ha ritrovato vitalità e tampona l’emorragia delle imprese degli ultimi anni. La fine del tunnel è vicina, ma bisogna stare attenti alla coda della crisi. È il momento di mettere in campo tutte le misure necessarie per sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell’economia regionale. Il 2011 può essere l’anno della ripresa. Per far sì che ciò avvenga è necessario facilitare l’accesso al credito, semplificare la burocrazia e accelerare la spesa dei fondi Ue che promuovono lo sviluppo e l’innovazione“.
Saldo negativo, invece, per le imprese artigiane dell’Isola che chiudono l’anno con un -0,33% determinato da 5.101 iscrizioni e 5.385 cessazioni (il saldo è -284). Positivo l’andamento delle cooperative con un incremento di 397 unità, pari a un +1,56% (25.803 iscrizioni e 25.406 cessazioni).
M.Z.
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