Un report su ricerca e innovazione in Italia è stato commissionato dal prestigioso Nature Publishing Group.
Il curatore, David King, ha calcolato l’impatto scientifico delle nazioni e individuato la comunità scientifica italiana come una delle più brave al mondo, in proporzione.
Il richiamo alle proporzioni è necessario perché in Italia i ricercatori sono 96 mila, meno della metà di francesi e tedeschi e meno anche dei 131 mila spagnoli.
Con 19 miliardi di dollari l’anno spesi in ricerca e sviluppo (appena l’1,1% della ricchezza nazionale), l’Italia è dodicesima al mondo nella classifica degli investimenti, decisamente dietro ai partner del G8 ma anche alle potenze emergenti e alla Corea del Sud.
La grande industria brilla per la sua assenza: meno del 40% dei ricercatori lavora nelle imprese contro il 70-80 di Francia e Germania.
La maggioranza dei ricercatori italiani lavora nelle università, quindi in condizioni quasi sempre penalizzanti.
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