CONTROCANTO – Manovra, aumentano l’IVA e la confusione

di Davide PASSONI

E alla fine arrivò. O almeno, dovrebbe essere arrivato. Parliamo dell’aumento di un punto percentuale dell’IVA (dal 20 al 21%) tra le voci che compongono una manovra finanziaria sempre più isterica, sulla quale sarà alla fine posta la fiducia. Il condizionale è d’obbligo, date le retromarce, le discese ardite e le risalite che il governo opera quotidianamente su un testo che cambia minuto dopo minuto. Ne parliamo giusto perché il nostro quotidiano si chiama Infoiva, altrimenti non avrebbe senso stare dietro alle continue modifiche di questa manovra proteiforme; meglio sarebbe commentare il testo una volta licenziato come legge dello Stato.

Ma tant’è. E allora, giusto per completezza d’informazione, ecco le altre novità dell’ultima (o penultima?) ora: abolizione delle Province (per chi ancora crede a Babbo Natale), prelievo del 3% sui redditi alti, a partire dai 300mila euro (non più 90mila secondo la versione ferragostana), ossia il cosiddetto “contributo di solidarietà“; stretta sulla pensione delle donne, con adeguamento dell’età pensionabile di chi opera nel settore privato a quello pubblico dal 2014.

Il tutto con la Merkel che, per la prima volta, ci ha scaricato paragonandoci apertamente ai derelitti greci (potere dell’ennesima stangata elettorale presa in patria); con le agenzie di rating mondiali che caricano l’artiglieria pesante contro l’Italia; con Napolitano (sant’uomo…) che non sa più con che parole invocare responsabilità e coesione; con la stampa internazionale che da giorni demolisce l’immagine della nostra classe politica.

Il tutto nel giorno in cui la Cgil ha scioperato contro la manovra, tuonando contro le misure contenute nell’articolo 8, che prevedono contratti aziendali in deroga a quelli nazionali e alle leggi in materia di licenziamento, intaccando il totem dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. “Irresponsabile”, secondo il segretario nazionale del sindacato Susanna Camusso, la manovra; irresponsabile, secondo molti, lo sciopero in un momento così delicato. Punti di vista. Mentre il baratro si avvicina e corrervi incontro in ordine sparso serve solo a dimenticare che nessuno ha un paracadute.

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