“Un’altra sfida all’insegna dell’impegno costante e quotidiano a salvaguardia degli interessi del Paese, di cui gli ordini professionali sono testimoni e custodi” ha commentato il presidente a Labitalia. “Il nostro compito – ha continuato la Calderone – dovrà essere quello di avere bene in mente le esigenze dei nostri iscritti e, come organo di gestione dell’istituzione di categoria, quello di poter portare nel confronto con i nostri interlocutori, politici e istituzionali, quelle che sono le istanze dei consulenti del lavoro”. L’ Ordine dei consulenti del lavoro è in forte crescita, ad oggi sono 28mila gli iscritti e la sua responsabilità è molto importante: “promuovere il lavoro e di operare in Italia per 1 milione di aziende e di gestire 7 milioni di rapporti di lavoro, quindi il 70% dell’impiego privato italiano”.
La pesante crisi economica persa su questo terzo mandato della Calderone, eletta per la prima volta alla carica di Presidente nel 2005. Ogni mossa è molto delicata : “in un momento di congiuntura sfavorevole – sottolinea la Calderone – non solo i dipendenti hanno difficoltà, ma anche i lavoratori autonomi e i professionisti più in generale le hanno”. Il suo obiettivo è quello di perseguire “quel percorso legislativo iniziato con la manovra di Ferragosto”, ovvero portare di fronte al Ministero della Giustizia le istanze dei singoli ordini: “abbiamo depositato da qualche giorno le proposte di modifica dei singoli ordinamenti e quello di consulenti del lavoro recepirà le modifiche introdotte dalla legge 148 del 2011”. Alcune di queste modifiche erano già state introdotte, come ad esempio quella sul praticantato, con il decreto ministeriale del 20 giugno 2011 e che è entrato in vigore proprio qualche giorno fa.
“Nelle nostre attività – ricorda ancora Calderone- siamo i principali interlocutori degli istituti previdenziali e assistenziali e, sul fronte fiscale, lo siamo dell’Agenzia delle entrate. Abbiamo un confronto aperto con il nostro ministero vigilante, il Ministero del Lavoro, e in quest’ottica siamo impegnati per una profonda semplificazione della materia lavoristica e di tutte quelle norme che regolano il rapporto di lavoro” ha poi sottolineato la Calderone, che ha concluso ribadendo la necessità per le imprese “di investire energie nel core business e non di vedere risorse distratte da adempimenti inutili”.
A.C.
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