In Abruzzo la tradizione rappresenta il futuro

di Vera MORETTI

Tradizione ed artigianalità stanno vivendo una seconda giovinezza, almeno in Abruzzo.

Paolo Gatti, assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, crede molto nella tradizione tessile ed artigianale della regione, anche perché, negli ultimi anni, ha saputo imporsi in modo convincente nel difficile settore della moda.
Vi dice niente Brioni? Per chi non lo sapesse, arriva proprio da là, e precisamente dalla provincia di Pescara.

Per combattere, inoltre, la spietata concorrenza cinese e vietnamita, ma soprattutto per difendere il patrimonio e la qualità del Made in Italy, sta per partire il corso triennale di Operatore dell’abbigliamento – Sarto confezionista di alta moda maschile, percorso formativo finanziato dalla Regione Abruzzo. Il corso si terrà presso la Fondazione ForModa, ente morale che ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura e il management delle imprese operanti nell’ambito della moda.

L’opportunità di frequentare questo corso sarà data a 15 allievi under 18, disposti ad imparare un mestiere che vanta un’importante tradizione nell’alta moda sartoriale artigianale.
Oltre alla possibilità di avviarsi verso una professione creativa e versatile, coloro che parteciperanno al corso sono coloro che, in possesso di licenza media ma usciti dal sistema scolastico, si trovano in condizioni di difficoltà e incertezza nei confronti del futuro.

Portare a termine il corso significherà, per gli studenti, ricevere la qualifica professionale di operatore di abbigliamento ma anche rientrare nel sistema dell’istruzione per il conseguimento del diploma quinquennale.
Ciò sarà possibile grazie agli accordi che la Fondazione ForModa ha stretto con gli istituti professionali Pomilio di Chieti e Bellisario di Avezzano.

Ma quali sono le materie previste per chi parteciperà al corso? Fondamentali saranno le conoscenze in fatto di merceologia applicata al settore, ma anche fondamenti di comunicazione, teoria della sartoria, storia dei costumi e della moda, inglese; linguaggio informatico e basi di disegno tecnico, fasi della lavorazione dei capi di abbigliamento; consistenza e valore di stoffe e accessori; tabelle delle varie taglie e funzionalità dei macchinari. Teoria, ma soprattutto pratica, dunque, perché si imparerà a cucire tasche, toppe, accessori, e molto altro; confezionare e applicare le tele del capo spalla; il collo e le maniche; confezionare il pantalone ed effettuare prove di vestibilità. E, ancora, riconoscere le criticità dei capi e rispettare i canoni manifatturieri/artigianali.

Dopo la formazione, la regione Abruzzo ha pensato di integrare il corso con un ulteriore percorso biennale, da farsi in un Its (istituto tecnico superiore), per garantire una specializzazione tecnica di alta qualità.

Paolo Gatti, a questo proposito, ha affermato: “mettere insieme il mondo della scuola e il mondo della moda, costruendo i percorsi sulle esigenze territoriali; per questo è logico puntare sulla moda a Pescara. Parliamo di alta professionalizzazione tecnica perché si presume che, dopo aver portato a termine il percorso, gli allievi abbiano un’alta formazione tecnica e, dunque, la certezza di occupazione. In questo modo, inoltre, le imprese hanno la possibilità di reperire professionalità competenti“.