di Vera MORETTI
C’è una scadenza imminente, e precisamente del 2 aprile, per coloro che vogliono fruire della chiusura agevolata per definire le controversie pendenti al 31 dicembre 2011 di valore non superiore a 20mila euro. Entro tale data, infatti, dovranno provvedere al versamento dell’intera somma e presentare la relativa domanda.
La definizione della lite viene perfezionata dalla domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, unitamente al pagamento delle somme determinate entro il 2 aprile, data inizialmente stabilità al 31 marzo ma prorogata in quanto cade di sabato.
Le somme vanno versate con il modello F24 – Versamenti con elementi identificativi, senza possibilità di avvalersi della compensazione. Il codice tributo da indicare è 8082.
Gli importi dovuti per la definizione sono:
Questo provvedimento è frutto del decreto milleproroghe, che ha prorogato la data fino al 31 marzo e comprende anche le liti instaurate, mediante ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, fra il 2 maggio e il 31 dicembre 2011. Le controversie devono risultare pendenti, al 31 dicembre 2011, dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio.
I nuovi termini permettono di beneficiarne anche ai contribuenti che non avevano effettuato il versamento in tempo utile e anche chi, inizialmente deciso a proseguire il contenzioso, nel frattempo ci abbia ripensato.
Rimane comunque impossibile definire le controversie per le quali sia intervenuta una sentenza passata in giudicato, né quelle concluse con una decisione che risulti definitiva al 28 febbraio 2012, la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto milleproroghe.
Sulle novità apportate dal “milleproroghe” alla chiusura agevolata delle liti “minori”, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti con la circolare n. 7/E del 15 marzo.
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