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La vacanza comincia online

di Vera MORETTI

La vacanza si sceglie online e questo è confermato anche dalle imprese sul web, dove operano otto imprese su dieci. Forti dei sistemi di booking online, possibili per il 48% dei casi, e della presenza sui social network nel 33,3% della totalità, le aziende del turismo online stanno conoscendo un periodo davvero felice.

Emerge dalla la VII edizione di ‘Impresa Turismo’, l’indagine di Isnart presentata a Roma nella sede di Unioncamere, che l‘industria della vacanza “tiene“ e, tra gli operatori che hanno saputo affrontare bene la crisi, ci sono per la maggioranza quelli più innovativi, presenti perciò sul web, con una media di occupazione delle proprie strutture superiore di 10 punti percentuali rispetto alla media.

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, ha dichiarato: “Per sfruttare appieno le potenzialità del territorio attraverso un turismo moderno e sostenibile dobbiamo avere il coraggio di ragionare sui nostri punti deboli. Tra questi, le infrastrutture, il sostegno al ricorso alle nuove tecnologie, la riduzione del carico fiscale e della burocrazia“.

Questo perché, per venire incontro ai turisti, che sono sempre più concentrati sul web quando si tratta di prenotare viaggi e organizzare vacanze, occorre essere sempre più presenti sui canali di internet e garantire servizi efficaci.
Dardanello, a questo proposito, crede nei finanziamenti, come ad esempio il credito turistico, e nella creazione di fondi di rotazione per le azioni di riqualificazione delle imprese, senza dimenticare la formazione.

Maurizio Maddaloni, presidente dell’Isnart, ha affermato: “Sono cresciuti del 224% i turisti che utilizzano le applicazioni sugli smartphone e per questo motivo Isnart ha creato una nuova applicazione per le strutture turistiche certificate. Sta aumentando il ricorso all’intermediazione professionale organizzata sia da parte delle strutture ricettive che vedono aumentare l’occupazione delle camere, sia dei turisti per prenotare le vacanze“.

Il bilancio a fine anno 2011 era di stabilità, con solo -0,2% di camere vendute, con una media del tasso di occupazione camere pari al 43,8%. Il comparto alberghiero registra un leggero vantaggio, con un tasso medio del 48,4% e un incremento del +1,5% sul 2010. Più difficile invece la situazione dell’extralberghiero, che con il 37,6% di occupazione camere si attesta al -2,3% rispetto al 2010.

Stabilità anche per quanto riguarda le aree di destinazione, anche se si distinguono le strutture ricettive nelle città di interesse storico-artistico (che registrano il 51,1% di vendita delle camere) e nelle destinazioni dei laghi (45,9%).

redazione1

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