Infatti, in base ai provvedimenti dell’Amministrazione, da quest’anno gli alberghi si troveranno a pagare il doppio di quanto versavano per l’Ici. La quota fino al 2011 si aggirava intorno ai 23mila euro di media per ogni albergo di Arezzo, parametrata a un fatturato medio annuo di 1 milione e 690mila euro. Ora con l’Imu i due maggiori alberghi aretini passano da 22mila a 42mila euro e da 49mila a 87mila euro, perché il Comune innalza di tre punti e mezzo il coefficiente di moltiplicazione che era previsto per l’Ici, da 6.4 al 9.9.
“Con un tasso di occupazione che viaggia intorno al 45% e una redditività per camera di poco più di 33 euro, segnali di una crisi già molo forte, nessuno potrà sopportare l’inasprirsi delle imposizioni fiscali, se non mettendo a rischio posti di lavoro e la stessa sopravvivenza dell’azienda“, sostengono le rappresentanze confederali.
Laura LESEVRE
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