I controlli informatici sui dipendenti costituiscono una pratica illecita ma, per garantire le attività in orario di lavoro, i datori di lavoro possono attuare alcune pratiche.
In Italia è illegale l’uso di software per monitorare i dipendenti a scopo di investigazione; tuttavia la Corte di Cassazione ha recentemente chiarito la liceità del controllo della posta elettronica ex post da parte del datore di lavoro.
Senza rinnegare i principi base della normativa vigente – inutilizzabilità dei programmi informatici di monitoraggio controllo e sorveglianza continuata del lavoro del dipendente – i giudici hanno quindi riconosciuto che il datore di lavoro può controllare la casella di posta elettronica del dipendente, ma solo dopo il comportamento sanzionato con il licenziamento.
L’avvio di un’indagine retrospettiva, pertanto, risulta legittimata dall’esigenza del datore di lavoro di tutelare il proprio patrimonio, costituito non solo dal complesso di beni aziendali ma anche dalla propria immagine esterna.
Francesca SCARABELLI
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