«Questi dati – prosegue la nota dell’associazione presieduta da Italo Lupo – dovrebbero ora indurre le amministrazioni comunali della nostra regione, molte delle quali ancora alle prese con la determinazione delle nuove aliquote (il limite massimo per assumere una decisione è fissato per la fine di settembre) a tenere l’imposta al limite più basso possibile, soprattutto per le imprese che utilizzano immobili in proprietà per le proprie attività». «D’altra parte – aggiunge la Cna – ai Comuni, che hanno incassato una quota parte del gettito di metà giugno, avevamo chiesto già nei mesi scorsi di garantire ai propri bilanci, attraverso l’Imu, le stesse somme incassate con la vecchia Ici. Nulla più». «In questa situazione – conclude la Cna – le amministrazioni locali devono preoccuparsi di tagliare le spese inutili, come le tante consulenze non sempre giustificate, evitando di fare cassa su imprese e cittadini, già sottoposti a una pressione fiscale insostenibile».
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