Semplificare la burocrazia è, da sempre, una delle esigenze maggiori da parte di tutti gli ordini professionali.
Per questo, l’intenzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di sfoltire quelli che sono gli adempimenti fiscali, è stata accolta positivamente da Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti italiani.
Le Entrate hanno chiesto attraverso una lettera alle associazioni e alle categorie un contributo per rendere questa iniziativa una vera e propria realtà.
La reazione, da parte dell’ordine dei commercialisti, è stata del tutto collaborativa, anche perché, come ha sottolineato Siciliotti, la categoria che lui rappresenta aveva già sollevato il problema nel 2011, “dopo un biennio, il 2009 – 2010, di legislazione fiscale particolarmente poco rispettosa degli oneri adempimentali che si andavano a scaricare sui contribuenti”. E, se all’epoca la denuncia non era stata accolta, ora sembra che ci si trovi davanti ad un cambio di rotta.
Ma quali sono le priorità sulle quali bisogna intervenire subito?
Siciliotti non ha dubbi, si tratta degli “adempimenti che gravano oggi sulle piccolissime imprese che fanno operazioni sporadiche e di modesto importo con l’estero”.
Ma non si devono tralasciare gli obblighi e le procedure che gravano sugli intermediari fiscali, che appesantiscono il lavoro senza, tra l’altro, apportare alcun beneficio.
Vera MORETTI
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