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Niente modifica sulla norma dei revisori ministeriali

E’ stata soppressa la modifica dei criteri di nomina del presidente del consiglio dei revisori dell’ente locale, che invece sembrava inclusa nel testo del decreto legge 174/2012.

Sembrava, infatti, che la designazione spettasse al Prefetto, su scelta effettuata di concerto dai Ministeri dell’interno e dell’economia e finanze, tra i rispettivi dipendenti.

In realtà, nel decreto approvato dalla Camera, è previsto che i presidenti dei collegi dei revisori degli Enti locali con popolazione superiore ai 60mila abitanti non siano selezionati tra i dipendenti ministeriali, ma continueranno ad essere scelti mediante estrazione tra commercialisti e revisori legali.

Ad adoperarsi perché il testo iniziale del ddl venisse modificato erano stati anche i membri del Consiglio Nazionale dei Commercialisti.
Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti, ha voluto esprimere la sua soddisfazione riguardo l’eliminazione di questa modifica: “Una eliminazione che è frutto anche dell’impegno del Consiglio nazionale affinché quel testo fosse emendato in sede parlamentare“.

Ciò che, invece, premeva ai commercialisti, era la meritocrazia, considerata al contrario indispensabile, soprattutto quando si arriva a ricoprire cariche importanti.
Se questo non si fosse avverato, secondo Siciliotti “si sarebbe trattato di un altro caso emblematico di come la semplice appartenenza all’apparato statale possa superare il merito e la competenza dei professionisti quando, invece, se commercialisti e revisori si fossero insediati prima per certificare i conti degli enti locali, tanti esempi recenti di cattiva gestione del denaro pubblico si sarebbero potuti evitare”.

Per non parlare, poi, dell’incompatibilità che ne sarebbe sorta se il presidente del Collegio fosse stato scelto tra i dipendenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Interno, “dal momento che entrambi i Ministeri hanno già potere di controllo e di ispezione nei confronti degli Enti locali. Ne sarebbe derivato che, appartenenti allo stesso Ministero, avrebbero svolto sia l’attività di revisione all’interno dell’Ente che quella ispettiva spettante al Ministero medesimo, che dovrebbe anche verificare se i revisori hanno svolto correttamente la loro attività di controllo”.

Vera MORETTI

redazione1

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