Lunga barba bianca e cappello rosso, talvolta si aggirava persino in compagnia dell’amata/odiata Befana: un Babbo Natale in piena regola che ogni giorno a Treviso e nell’hinterland peregrinava di casa in casa per chiedere soldi da destinarsi a fantomatiche associazioni di volontariato.
Solo che poi il Santa Claus in salsa trevigiana i soldi li metteva sul suo conto e non nella slitta del volontariato. A scoprire il giro d’affari natalizi del finto (anzi dei finti) Babbo Natale è stata una ragazza di Treviso che, dopo aver visto l’anziano padre aprire la porta di casa a un Babbo Natale e consegnarli 50 euro da destinare ai bambini poveri, non ha creduto alla favola della slitta e dei doni che arrivano sotto l’albero.
Allertato il 113, gli agenti giunti per il riconoscimento hanno individuato sotto barba e cappello un uomo di 40 anni disoccupato, residente a Paese, che è stato immediatamente denunciato per truffa. E in questo caso pare che gli agenti abbiano proprio fatto tombola: tra Canizzano e Quinto di Treviso negli ultimi giorni era già segnalata la presenza di un trio, composto da Babbo Natale, aiutante (un elfo?) e Befana, che con le stesse modalità scampanellavano di casa in casa per chiedere una donazione.
E’ vero che a Natale siamo tutti più buoni però l’esperienza insegna che è meglio non credere alle favole. Quelle lasciamole ai bambini.
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