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Milàn l’è un gran… coworking

di Davide PASSONI

Insieme alla Camera di Commercio di Ferrara, anche il comune di Milano si è distinto per la grande attenzione dedicata al tema del coworking. L’assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del comune di Milano, Cristina Tajani, spiega a Infoiva il perché. 

Come comune siete tra i primi in Italia a intuire le potenzialità del coworking: perché?
Il coworking è un ottimo strumento non solo per abbassare i costi del lavoro autonomo ma soprattutto per fare networking tra professionisti, cosa che permette, soprattutto ai giovani, di rafforzare competenze e spazi sul mercato. Milano è la città italiana con maggiore presenza di lavoratori autonomi e del terziario avanzato in cui si registra anche un numero significativo di imprese promosse da under 35. Sono soprattutto queste tipologie di professionisti ad avanzare la richiesta di spazi di lavoro condivisi. Abbiamo quindi avviato un monitoraggio delle realtà milanesi dove si pratica il coworking: realtà che, sulla base di una prima ricognizione abbiamo modo di ritenere siano già molte, almeno una trentina. Si tratta di luoghi creati proprio con lo scopo del coworking oppure di studi professionali medio-piccoli che vengono condivisi per abbassare le spese di affitto e i costi fissi. Anche sollecitati da questi operatori abbiamo quindi deciso di promuovere, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, un intervento che stimoli i giovani a sperimentare il lavoro condiviso. Il bando partirà entro la primavera 2013 e prevede uno stanziamento di 200 mila euro da parte del Comune, che saranno assegnati tramite voucher da 1.500 euro destinati a giovani che intendono lavorare negli spazi della rete di coworking accreditati con il Comune.

Spesso questa formula di lavoro è associata a un’imprenditoria giovane: qual è, sul vostro territorio, la situazione dell’ occupazione giovanile? E dell’imprenditoria giovanile?
Il dato sulla disoccupazione giovanile a Milano al 20%: un dato preoccupante se confrontato con quello degli anni precedenti la crisi economica (nel 2007 era 18,6% e nel 2008 15,6%), ma è migliore rispetto al dato nazionale che si assesta oltre il 30%. Pur nelle difficoltà generali del momento Milano offre maggiori occasioni per i giovani e stiamo lavorando ad ampliarle con progetti come quelli degli incubatori di impresa destinati specificatamente ai giovani. È positivo, inoltre, constatare che il tasso di occupazione dei giovani uomini e delle giovani donne non è significativamente differente. Nelle nuove generazioni milanesi le opportunità di accesso al lavoro sono simili i tassi si divaricano intorno all’età della maternità quando molte giovani donne abbandonano il posto di lavoro e fanno fatica a ritrovarlo. Come già detto, la situazione dell’imprenditoria giovane a Milano è piuttosto dinamica anche se, per via della crisi, ha subito un certo rallentamento.

Non pensate che restringere i destinatari di questo tipo di finanziamenti, come tanti fanno, agli under 35 sia limitante? La crisi ha espulso dal mercato del lavoro molti over 40 che con il coworking potrebbero rimettersi in pista più facilmente…
Siamo impegnati ad aiutare le fasce più fragili dei lavoratori, di cui i giovani fanno parte, ma sicuramente dopo questo primo “esperimento” intendiamo allargare le possibilità di accesso al coworking anche ad altre categorie di lavoratori.

Pensa che in una tessuto produttivo come quello di Milano, dove già il coworking è una realtà da tempo, questo si possa sviluppare ed espandere in maniera convincente nei prossimi anni?
Sicuramente il coworking è destinato ad espandersi nella nostra città, perché tutti quelli che già lo stanno sperimentando ne sono entusiasti, non solo, ovviamente, per l’abbassamento di costi fissi delle loro attività ma perché grazie alla condivisione degli spazi si creano anche nuove sinergie e quindi nuovi progetti di lavoro. L’assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico e Università e ricerca ha tra i suoi primi obiettivi proprio quello di sostenere le giovani imprese attraverso molti progetti, ne possiamo citare alcuni. Ne abbiamo appena avviato uno in via del tutto sperimentale, volto al recupero di spazi inutilizzati nelle periferie.

Il coworking diminuisce i costi e aumenta le idee: come comune, quali altri strumenti mettere a disposizione di imprese e professionisti per ottimizzare tempo, risorse e creatività?
Finanziando la nascita di nuove imprese e mettendo a disposizione gli spazi, lo scopo è duplice, da una parte creare lavoro e dall’altra provare a innescare positivi processi di integrazione sociale: ne sono nate, ad esempio, imprese di ristorazione artigianale prodotta da persone con disabilità, servizi di animazione per bambini, realtà di telemarketing svolto da donne sole con percorsi di disagio alle spalle. Sempre per sostenere i giovani attraverso il bando ‘Welcome Talent Business’ si sono premiati otto talenti rientrati dall’estero per aprire a Milano una nuova impresa: tra questi si sono distinti progetti legati alla sostenibilità e alle energie rinnovabili e alla valorizzazione e commercializzazione di prodotti enogastronomici di qualità del nostro territorio. Inoltre, proprio in questi giorni, è partito un altro bando dedicato al rientro di ricercatori e imprenditori nel settore agroalimentare, strategico per Milano anche in vista di Expo.

Direttore

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