In attesa che si proceda a sbloccare il pagamento dei debiti delle PA, il ministro dell’Economia compie un passo avanti verso le imprese che necessitano di liquidità e annuncia l’erogazione di rimborsi Iva in conto fiscale in favore di 4.300 imprese.
Si tratta di un’operazione che vedrà 1,2 miliardi di euro che, uniti a quelli erogati precedentemente, arrivano a quota 2,5 miliardi di euro nei primi 3 mesi del 2013.
L’ammontare dell’iniezione di liquidità, come viene chiamata dall’Agenzia delle Entrate, rappresenta un vero e proprio primato dei rimborsi Iva in conto fiscale.
Nel 2011, infatti, nei primi 90 giorni dell’anno, l’Economia allentò i cordoni della borsa e restituì alle imprese 1,844 miliardi.
L’anno prima furono 1,81 miliardi ma il flusso non fu costante, visto che al miliardo e due iniziale seguirono una mancata erogazione a febbraio 2010 e soltanto 590 milioni nel mese di marzo.
Nonostante questa falsa partenza, il 2010 rappresenta, almeno ad ora, l’anno in cui le imprese si sono viste rimborsare nei 12 mesi la cifra record di quasi 10 miliardi di euro.
SI tratta di una situazione che si è ripresentata anche l’anno scorso, che, comunque, si è chiuso con un +7% rispetto al 2011, grazie al rimborso ai titolari di partita Iva di 890 milioni di euro.
Due anni fa, infatti, le imprese si videro restituire complessivamente a fine dicembre 7,684 miliardi, mentre lo scorso anno le liquidazioni dei crediti Iva vantati nei confronti del fisco sono state pari a 8,194 miliardi di euro.
Questo si è verificato grazie all’erogazione di maggio 2012 quando il ministero dell’Economia, anche sotto la spinta delle richieste avanzate dal mondo delle imprese, alle prese con una profonda crisi di liquidità, mise in pagamento rimborsi Iva per 2,2 miliardi di euro. Il tutto cercando di mantenere costanti le erogazioni per i mesi successivi, con 700 milioni pagati a giugno, 900 a settembre e 800 rispettivamente a ottobre e novembre 2012.
Proprio come oggi, ad essere in maggior sofferenza erano il settore alimentare e in particolare quello lattiero-caseario, così come quello dei trasporti.
Il problema dei ritardi nei rimborsi Iva in conto fiscale, infatti, colpisce soprattutto quelle imprese che trattano beni con aliquote Iva differenti o hanno l’intuito in un momento di contrazione dei consumi interni, di aumentare la quota di esportazioni.
Vera MORETTI
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