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Il Governo Letta al lavoro: ecco le criticità da cui partire

Enrico Letta, nuovo Presidente del Consiglio, dopo la nomina dei suoi 21 Ministri, si appresta a cominciare quello che, sicuramente, sarà un duro e complicato lavoro.
Ma il nuovo premier sembra avere le idee chiare su quelle che sono le priorità, a dir la verità chieste a gran voce da addetti ai lavori e privati cittadini.

Al centro di importanti decisioni ci sono le pmi, per le quali si adotterà una politica di sostegno che possa garantire competitività e crescita, non solo a livello nazionale ma anche sui mercati internazionali.
Tra i provvedimenti che verranno attuati, semplificazioni burocratiche e fiscali, ma anche meno tasse sul lavoro e maggiori incentivi.

Ma tra le tematiche che più scatenano le ire del popolo, c’è sicuramente quella che riguarda le tutele e i privilegi dei quali godono i politici, eccessivi e spesso a discapito di emergenze concrete.
Per questo, Letta ha annunciato che i ministri non prenderanno lo stipendio aggiuntivo per l’incarico governativo ma solo l’indennità di parlamentare e tra le riforme istituzionali la prima sarà la legge elettorale.

Rimane il focus sulla comunità europea, dalla quale l’Italia non deve uscire ma, anzi, dimostrare di farne parte in maniera centrale. Necessarie saranno politiche di rinnovamento che favoriscano una vera integrazione europea.
Enrico Letta, per dimostrare quanto crede nell’UE, ha parlato di Stati Uniti d’Europa.

Per quanto riguarda l’Imu, sicuramente la tassa più odiata e il provvedimento più contestato del precedente Governo, è stato annunciato che verrà rivista, tanto che, per ora, è stata sospesa la rata di giugno.
In Parlamento si studierà poi come modificare la normativa, anche se il neo premier ha indicato alcune linee guida, come incentivi per le ristrutturazioni, i mutui e le giovani coppie.

Relativamente all’Iva, poi, verrà eliminato l’aumento di un punto: l’aliquota non arriverà, dunque, al 22%.
Non ci sono ancora, ovviamente, altri dettagli, ma è stato precisato che tutte le misure di riduzione fiscale non dovranno impattare negativamente sull’indebitamento.

Ma l’accento più importante è stato messo sul lavoro, che sarà la priorità del Governo.
A questo proposito, si auspica che imprese e lavoratori agiscano insieme, per uscire da una situazione di stallo e ritornare a crescere.

Si punterà su:

  • Giovani: il premier ha parlato di un rafforzamento dell’apprendistato, di ulteriori modifiche sui contratti a termine, di un potenziamento degli incentivi per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato. In vista, dunque, ci sono modifiche alla riforma del lavoro dell’estate 2012.
  • Occupazione femminile: l’Italia resta troppo lontana dall’Europa in materia di pari opportunità. Bisogna pensare un welfare adeguato.
  • Welfare: deve essere universalistico e non corporativo. Annunciato un reddito minimo garantito per famiglie bisognose con figli e più ammortizzatori sociali per i precari.
  • Pensioni: il governo intende puntare su misure che facilitino il pensionamento graduale dei lavoratori più anziani favorendo una sorta di staffetta generazionale.

Verrà anche studiato un modo di promuovere l’imprenditoria giovanile, che non può basarsi solo su incentivi. Il sostegno all’imprenditorialità è il collegamento fra le misure a sostegno dell’occupazione e del lavoro e quelle più specificamente pensate per le imprese.

A questo proposito, il Governo sta pensando ad un piano pluriennale per sostenere innovazione, ricerca e sviluppo, da finanziare attraverso project bond.
Fra le aree di intervento su cui puntare: digitale, green economy, energia, settore biomedicale, industria aerospaziale.

Non si accantonerà neppure l’evasione fiscale, anche se si vuole instaurare un rapporto di dialogo maggiore tra Fisco e cittadini.

Anche le risorse di turismo e Made in italy vanno rafforzate, perché considerati settori chiave per lo sviluppo. Annunciato, a questo proposito, un imminente decreto per nominare un commissario unico per l’Expo, individuato come fondamentale appuntamento di rilancio.

Altro punto su cui proseguirà il Governo è la questione dei debiti della PA, come anche la necessità di incrementare il Fondo Centrale di Garanzia per le pmi e di politiche anticorruzione e riforme che rendano la giustizia più efficiente e veloce.

Vera MORETTI

redazione1

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