Le scadenze si avvicinano e la corsa contro il tempo diventa sempre più frenetica.
Al Ministero dell’Economia le ore sono cruciali, per poter trovare la soluzione che possa scongiurare l’aumento dell’Iva, che dovrebbe scattare a luglio, e prorogare le detrazioni per l’efficienza energetica e le ristrutturazioni edilizie, previste per il 30 giugno.
E la soluzione è una sola: reperire risorse, speranza che, di questi tempi, sembra davvero vana.
Facendo i conti in tasca al ministero, la proroga dell’ecobonus costerebbe 7 milioni di euro per il 2014; se poi diventasse stabile, gli oneri ammonterebbero a 359 milioni per l’anno 2015, a 482 milioni nel 2016 e a 369 milioni per l’anno 2017.
Ma, per ora, questi soldi non ci sono, e neanche tamponare temporaneamente, ovvero prorogare solo fino a fine anni, rimane per ora un bel sogno: il costo dell’operazione ammonterebbe a 200 milioni di euro, che non ci sono.
In questo caso, se è vero che anche Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo Economico, è fermamente deciso a prorogare di un anno gli ecobonus al 50% e 55% sulle ristrutturazioni e gli adeguamenti energetici degli edifici, volere non è potere, o almeno non basta.
Zanonato ha anche aggiunto che “martedì ci sarà un incontro tecnico per definire i dettagli, ma soprattutto la copertura economica dell’operazione, mentre venerdì si cercherà di approvare il provvedimento“.
Vera MORETTI
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