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Elettricità sempre più cara

Il costo dell’elettricità aumenta ancora: a rivelarlo è l’Indice Costo Elettricità Terziario che, per quanto riguarda il terzo trimestre 2013, ha registrato un aumento complessivo del 2,5%.
A fronte di questo rincaro, l’ICET, che misura l’andamento della spesa per la fornitura di energia elettrica sostenuta in regime di maggior tutela dai profili tipo di imprese del terziario, raggiunge il valore di 133,2 contro i 130,0 del secondo trimestre 2013.

In realtà, non si tratta di una notizia nuova, poiché questo è il decimo aumento consecutivo a partire dal secondo trimestre 2011. Rispetto ad un anno fa, l’aumento è pari al 4,2%, in netta controtendenza rispetto al costo dei prezzi all’ingrosso della materia prima energia, misurato dall’evoluzione dell’Indice Prezzo Unico Nazionale Terziario (PUN Terziario).

Facendo qualche conto, la conseguenza più evidente è che, se i prezzi all’ingrosso della materia prima elettricità si sono riportati su livelli inferiori a quelli del I trimestre 2010, il costo della fornitura di energia elettrica alle imprese del Terziario è superiore del 33% rispetto a tre anni e mezzo fa.
Le ragioni dell’aumento dell’indice ICET nel terzo trimestre 2013 risiedono nel significativo incremento degli oneri di dispacciamento, con un +25% su base annua rispetto al secondo trimestre 2013, percentuale che sale a +36% se confrontato con il III trimestre del 2012.

In contemporanea, crescono anche, ma a ritmo più ridotto, gli oneri parafiscali, che salgono del +2% rispetto al trimestre precedente e del +18% rispetto ad un anno fa.
Invariata invece la spesa per la componente legata alla materia prima, che sale di appena +0.8% congiunturale, ma si riduce di un consistente -8% se confrontato con il medesimo periodo dello scorso anno. Con l’ultimo aggiornamento, la componente degli oneri di sistema arriva a rappresentare il 26.9% del totale della spesa di fornitura (inclusa la tassazione), rispetto al 23.6% del terzo trimestre 2012 e all’11% del primo trimestre 2010.
Complessivamente, oggi le voci di costo relative alla tassazione e agli oneri “tariffari” coprono più del 60% della spesa della fornitura, riducendo ad appena il 33,6% la quota rappresentata dalla materia prima energia, ovvero l’unica voce sulla quale può incidere la libera concorrenza attraverso la ricerca di condizioni economiche più convenienti sul mercato libero.

Vera MORETTI

redazione1

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