E’ un brutto momento per le piccole e medie imprese liguri: la situazione, a causa della crisi, è talmente drammatica, che oltre 6.500 pmi rischiano la chiusura entro il primo trimestre 2014, e 20mila lavoratori rischiano di perdere il posto.
Questi dati, stupefacenti quanto drammatici, sono stati resi noti dal Comitas, l’associazione che riunisce le microimprese nazionali e che ha voluto tracciare il bilancio delle piccole attività alle prese con la crisi.
Ciò che determina il rischio chiusura di così tante aziende è, in primo luogo, il calo dei consumi, ma anche l’aumento della pressione fiscale e le difficoltà nell’accesso al credito bancario, diminuito del 10% nell’arco di un solo anno.
Ma il futuro è reso ancora più incerto dalla Spada di Damocle dell’aumento dell’Iva: se l’aliquota passasse dal 21 al 22%, infatti, i consumi della regione calerebbero ulteriormente, con un’incidenza preoccupante per le imprese artigiane, che secondo l’associazione dovrebbero essere supportate con sgravi fiscali e semplificazioni burocratiche.
Vera MORETTI
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