La Commissione Finanze del Senato ha detto sì, dando così il via alla riforma dell’anagrafe immobiliare italiana.
Tra le novità contenute nel disegno di Legge per la riforma del catasto, la più rilevante è quella che riguarda l’unità di misura, non più quantificata in vani ma in metri quadri. Ma anche l’importanza dei valori di mercato avrà il suo peso nella determinazione del valore catastale di un immobile.
Questo nuovo criterio di valutazione inciderà anche sulla contabilizzazione delle tasse e delle imposte che gravano tuttora sugli immobili, a cominciare dall’Imu e dalla nuova Service Tax.
L’allineamento ai valori di mercato dovrebbe portare ad una diminuzione delle imposte per i proprietari di case, anche se il valore catastale attualmente in vigore è nettamente inferiore a quello reale di mercato, quest’ultimo in media superiore di 4 volte, in base a una rilevazione del 2011.
Considerando poi la necessità di garantire all’erario un gettito invariato, è legittimo temere un aumento del valore tassabile delle case. La speranza è che le aliquote vengano aggiustate di conseguenza, con l’obiettivo di lasciare tendenzialmente invariato il carico complessivo.
Il documento vuole che le nuove categorie catastali tengano conto della “relazione con il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie“ e delle differenze “di ambito territoriale anche all’interno di uno stesso comune“.
Se questo provvedimento sarà attuato, finirà il paradosso che finora ha visto case di pregio dei centri storici subire tassazioni inferiori rispetto ad appartamenti nuovi in periferia.
Tre le altre disposizioni, è previsto il coinvolgimento dei Comuni, il riferimento a valori medi di mercato definiti nei diversi ambiti territoriali e rilevanti nel triennio precedente.
Inoltre, ci sarà la possibilità per il contribuente di chiedere rettifiche rispetto ai valori definiti con le nuove procedure: la “condivisione telematica dei dati e documenti tra l’Agenzia delle entrate e gli Uffici urbanistici dei comuni in modo da creare una corretta ed unica corrispondenza tra documenti progettuali depositati, elaborati catastali e stati di fatto degli immobili”.
E’ inoltre previsto un emendamento che prevede “abbattimenti del carico fiscale” per le abitazioni e gli edifici colpiti da un terremoto o da altre calamità.
Vera MORETTI
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