Dopo svariati pareri pessimisti riguarda i timidi segnali di ripresa registrati nelle settimane scorse, finalmente un punto di vista completamente opposto. I dati forniti dal Centro studi di Confindustria vedrebbero l’Italia a un “punto di svolta fondamentale per il terzo trimestre dell’anno”. Le previsioni sembrerebbero parlare chiaro: si arresterebbe la caduta del Pil e si tornerebbe a variazioni positive, calcolate intorno a + 0,3 %.
Fondamentale per la ripresa soprattutto la riduzione dell’imposizione sul reddito da lavoro e impresa: “l’emergenza del mercato del lavoro fatica a rientrare spontaneamente, perciò sono urgenti provvedimenti sia per innalzare la crescita sostenibile del Paese sia per aumentare l’occupabilità delle persone» ha aggiunto il Csc.
Speranzoso anche il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, nel suo consueto discorso all’europarlamento: “Abbiamo fatto molto dall’inizio della crisi. I nostri sforzi hanno cominciato a convincere i cittadini e i partner internazionali, gli spread si restringono, la fiducia dei mercati sta tornando, le prospettive dell’economia vanno bene, la fiducia migliora e i Paesi vulnerabili cominciano a vedere i risultati dei loro sforzi. La ripresa è vicina”.
In attesa di poter toccare realmente con mano i segnali di ripresa economica, a chi dovremmo credere?
Jacopo MARCHESANO
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