Nel suo recente soggiorno milanese, l’economista Jeremy Rifkin, forse il più autorevole ‘guru’ dello sviluppo sostenibile mondiale in circolazione, ha illustrato i principi della Terza Rivoluzione Industriale.
Secondo l’autore de L’era dell’accesso, la rivoluzione industriale ha permesso all’umanità una florida evoluzione, ma ormai è giunta inesorabilmente al tramonto. La quotazione record raggiunta dal petrolio, il fallimento del summit sul cambiamento del clima tenutosi a Copenhagen nel dicembre del 2009, sono solo alcuni degli avvenimenti degli ultimi cinque anni che ne dimostrerebbero la fine.
Inevitabilmente quindi la nostra generazione avrà bisogno di un nuovo modello economico, di una terza rivoluzione industriale, che, come le precedenti, dovrà convergere le nuove forme di produzione e distribuzione dell’energia e delle comunicazioni. Se la prima rivoluzione si è basata sul motore a vapore, la seconda sul motore a scoppio, la terza si baserà da una parte su mezzi di comunicazione Internet-based e su modelli di produzione e distribuzione delle energie rinnovabili.
La vera scommessa sarà passare da fonti elitarie che si trovano in quantità finita, come appunto i combustibili fossili, a fonti distribuite che si trovano in quantità tendenzialmente infinita e a costo ridottissimo in ogni angolo del pianeta.
Jacopo MARCHESANO
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