Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Ca’ del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, sono solo alcune delle importante aziende vitivinicole unite nell’Istituto del vino italiano grandi marchi che, cinque anni dopo Miami, ha scelto gli Stati Uniti per il proprio evento istituzionale. Negli Usa il nostro Paese esporta la bellezza di 1,2 milioni di ettolitri di vino per un valore di 632,2 milioni di euro a semestre.
E’ stata San Francisco ad ospitare le 19 aziende-icona del made in Italy del settore vitivinicolo, nel tradizionale appuntamento curato dallo Iem, che prevedeva per iniziare un seminario dal titolo “Exploring the authentic wines of Italy” incentrato soprattutto sulla presentazione di vini provenienti da vitigni autoctoni delle diverse aree produttive.
“Gli Stati Uniti sono il mercato numero uno per consumi, ma solo il 30% degli americani beve vino, il che vuol dire che il vino italiano ha ancora ampi spazi di manovra”, ha dichiarato notevolmente soddisfatto il presidente dell’Istituto Grandi marchi, Piero Antinori. “Abbiamo scelto la California come meta della tappa istituzionale perché lì si sta delineando una nuova compagine di giovani consumatori che dimostrano di apprezzare molto il vino italiano. Ragazzi e ragazze tra i 20 e i 30 anni che si informano, sperimentano e si stanno orientando su una fascia di consumo medio-alta targata soprattutto Italia”.
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