Oggi a Torino sarà presentata «L’industria della moda in Piemonte tra creatività e innovazione», un’indagine sul cluster della moda, della creatività e del lusso in Piemonte. «Abbiamo fatto più di cinquecento interviste a imprese del comparto in Piemonte: dalle più piccole a quelle più grandi – spiega Filippo Chiesa della società Step ricerche – Abbiamo preso in considerazione i produttori di abbigliamento, articoli in pelle, tessuti e servizi di design legati alla moda. Ne è uscito un quadro molto variegato su un pianeta che conta comunque quarantamila addetti».
I numeri chiave che saranno presentati sono questi: la moda piemontese vale 6,8 miliardi, di cui 3 sono destinati all’export, pari dunque al 42 per cento del valore complessivo. Il fatturato registra un lieve calo rispetto al 2012 (-1,6 per cento) per colpa soprattutto della domanda interna che è prossima alla linea piatta mentre le esportazioni sono tornate a livello pre-crisi. «Le grandi aziende mediamente sono più in salute e hanno maggiori strumenti a disposizione delle piccole, quelle sotto i dieci dipendenti. All’interno del panorama nazionale il Piemonte risulta al terzo posto come polo del tessile. Nonostante la crisi i distretti di Vercelli, Novara, Asti e soprattutto Biella conservano un certo peso» ha dichiarato in conclusione Chiesa.
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