Alla fine la loro battaglia l’hanno vinta… I commercialisti, ai quali era negato il diritto allo sciopero in coincidenza con le scadenze fiscali o con le udienze in commissione tributaria, potranno astenersi dal lavoro quando lo riterranno più opportuno. A sancirlo, dopo anni di ricorsi, la Commissione di garanzia per lo sciopero che ha approvato il codice di autoregolamentazione proposto dalle varie (e sono tante…) sigle sindacali.
Immancabilmente, e ci mancherebbe, le associazioni sindacali dovranno avvisare per tempo (almeno quindici giorni) le istituzioni interessate alla protesta e il Consiglio nazionale in caso di iniziative più importanti. Ogni periodo di astensione, inoltre, non può superare gli otto giorni lavorativi consecutivi. «Frutto di un lungo e meticoloso lavoro che ha comportato un’interlocuzione con la Commissione di garanzia, il codice di autoregolamentazione dei commercialisti – spiegano dall’Associazione nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili – contempera la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini-utenti, costituzionalmente tutelati, con l’insopprimibile diritto di astensione collettiva dei liberi professionisti».
JM
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