Il fisco è uguale per tutti (quelli che vengono beccati)

 

Attori, stilisti, imprenditori, amministratori delegati, nelle temutissime fauci del Fisco sono passate un po’ tutte le categorie. Dichiarazioni dei redditi incomplete e cittadinanze di comodo, le irregolarità più comuni. Nell’ormai famigerata lista Falciani, dal nome del dipendente delinquente della sede di Ginevra dalla Hsbc scappato con l’elenco dei clienti di mezzo mondo che poi ha ceduto alle autorità francesi, si contavano all’epoca la bellezza di 6.963 italini con posizioni finanziari più che sospette, ma come sappiamo poi tutto si risolse in un sostanziale nulla di fatto.

Non solo celebrità, certo, ma a riportare d’attualità l’abitudine di certi Vip nostrani di sottrarsi alle maglie dell’Erario ci ha pensato l’affaire Greggio. Appena sanato un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate di oltre 20 milioni di euro, causato dalla presunta residenza di comodo a Monaco, il popolare conduttore di Striscia la Notizia si è lasciato andare ad una confessione al Corriere.it tra il serio e il faceto: “La mia non era residenza fittizia: lì avevo casa, famiglia, interessi economici. A un certo punto mi hanno chiesto di pagare come se fossi residente in Italia e quando il Fisco con la gentilezza e il tatto che li contraddistingue ti chiede un favore…come fai a negarglielo?”

Negli anni addietro sono state tante le celebrità di casa nostra a chiudere contenziosi con il Fisco sborsando un bel gruzzoletto: Valentino Rossi dovette pagare ben 43 milioni di euro per chiudere le pratiche, Luciano Pavoretti patteggiò col fisco (ma verrà successivamente assolto) il pagamento di 25 miliardi di lire, mentre la storia di Sophia Loren, prima addirittura arrestata poi prosciolta, è fatto noto. Lunghissima è invece la diatriba tra il Fisco e Diego Armando Maradona: 39 milioni di euro la richiesta, di cui 6 milioni di presunta evasione fiscale e gli altri per gli interessi maturati. E potremmo andare avanti per ore…

Jacopo MARCHESANO