In quanto a fantasia nel dare nomi a tasse e imposte, il nostro fisco non ha eguali al mondo. Dopo l’Imu, ecco l’ Imus, o imposta municipale secondaria, che dovrebbe entrare in vigore quest’anno anche se manca ancora il regolamento governativo alla cui stesura dovrà partecipare la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Ragion per cui, l’ Imus non potrà partire.
L’ Imus è stata introdotta dall’art. 11 del D.Lgs. n. 23/2011, il cosiddetto Decreto sul Federalismo fiscale, ed è una tassa omnicomprensiva: includerà il canone e la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.
Solo che, appunto, a causa della mancanza del regolamento attuativo, l’ Imus, che si configura come una vera “imposta a testata multipla” resterà ancora per un po’ nel congelatore. Anche se, dal momento che servirà a portare risorse nelle agonizzanti casse delle amministrazioni locali, siamo sicuri che non ci vorrà troppo tempo prima che il regolamento per attivare l’ Imus venga scritto…
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