Tanto per rendere le cose sempre meno facili al povero contribuente, la telenovela dell’ Imu sui terreni montani registra un’ennesima puntata. Detto che, dopo la revisione delle altitudini che vincolano i terreni al pagamento dell’imposta, si era arrivati a far slittare lo slittamento del pagamento dell’ Imu sui terreni montani al 26 gennaio (come sempre in extremis), ora si viene a sapere che il decreto per modificare i parametri di distinzione tra chi deve e chi non deve pagare l’Imu non arriverà prima del 20 gennaio.
La revisione dei precedenti criteri per il pagamento dell’ Imu sui terreni montani era stata oggetto di pesanti polemiche e di ricorso al Tar da parte di alcune sezioni regionali dell’Anci. Fatto sta che, con il consiglio dei Ministri fissato per il 20 gennaio e la scadenza al 26, come sempre i contribuenti avranno pochissimo tempo per capire come e quanto pagare.
Un ennesimo caso di incertezza fiscale che ha spinto i commercialisti, attraverso il consigliere regionale delegato alla fiscalità Luigi Mandolesi, a chiedere con urgenza la “sistemazione definitiva della disciplina“. Si aggiunga poi un forte problema di copertura, dal momento che l’ Imu sui terreni montani ex esenti dovrebbe portare nelle casse pubbliche circa 350 milioni di euro, mentre anche con la nuova versione della disciplina le il gettito arriverebbe al massimo a 260-270 milioni di euro. Insomma, come sempre caos su tutti i fronti.
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