Il mercato auto in Europa ha chiuso il 2014 a +5,4%, il primo rialzo in sei anni, e in Italia a +4,2%. E il mercato auto in Italia a gennaio 2015 ha fatto il botto, con un +10,9% anno su anno che ha provato a scuotere anche i pessimisti e i diffidenti più incalliti.
Numeri importanti, dei quali torneremo a occuparci nei prossimi giorni e nei quali vi sono alcune voci che, per imprese e professionisti, vale la pena di approfondire perché estremamente importanti per la peculiare visione che essi hanno del mercato auto.
Parliamo delle auto aziendali, la cui importanza sul mercato auto è cresciuta negli ultimi anni parallelamente alla decrescita della clientela consumer. Dall’altro lato, però, il regime fiscale che grava sulle aziende per la gestione delle flotte continua ad essere piuttosto punitivo e disincentivante per le aziende stesse. Nonostante questo, però, le auto aziendali e il noleggio a lungo termine continuano a rafforzare la loro presenza sul mercato auto.
Le grandi aziende impiegano sempre di più dei top manager alla guida della loro divisione flotte, i professionisti scelgono sempre più spesso la formula del noleggio a lungo termine rispetto a quella del leasing e le case automobilistiche aumentano l’offerta di veicoli sempre meno potenti e meno inquinanti, facendo crescere contestualmente la quota di veicoli destinati al mercato auto del noleggio.
Giusto per fare qualche numero, tra il 2013 e il 2014 Citroen ha raddoppiato le proprie auto destinate al canale noleggio, dal 10 al 20%; Fiat è passata dal 26 al 32%, mentre meno contenuti sono stati gli aumenti di Renault (dal 19 al 21%) e di Peugeot (dal 21 al 22%). Buoni risultati anche per le tedesche Bmw e Audi, mentre l’altra teutonica Mercedes ha diminuito le proprie vetture destinate al mercato auto del noleggio dal 28 al 26%.
Per chiudere, nel settore business del mercato auto va rilevata la crescita sostenuta in termini di valore registrata dalle vendite al canale aziende nel 2014: 4,94 miliardi per il noleggio (+13,5% sul 2013) e 4,86 miliardi per le società (+3,3%), rispetto a una modesta crescita del 2% delle vendite a privati.
Insomma, se non fosse per la solita fiscalità oppressiva, il mercato auto delle flotte aziendali e dei veicoli per professionisti potrebbe essere un volano assai più importante nella ripresa delle vendite a livello nazionale. Ma si sa, al Fisco interessa solo una cosa: pochi, maledetti e subito. Ragionare in prospettiva è uno sforzo troppo grande.
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