Non bastava la crisi infinita a mettere in ginocchio artigiani e commercianti. A rincarare la dose ci si mettono anche i ladri con i loro furti, almeno stando a quanto rilevato in un’analisi dall’Ufficio studi della Cgia, che ha elaborato i dati in materia forniti dal ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e dall’Istat
I numeri sono impressionanti. Se, nel complesso, i furti in Italia sono in diminuzione, quelli nelle attività commerciali e nelle botteghe artigiane, circa il 10% del totale dei furti denunciati all’Autorità giudiziaria, sono invece aumentati del 170% negli ultimi 10 anni.
Gli ultimi dati disponibili analizzati dalla Cgia sono relativi al 2014 e, sottolineano gli artigiani mestrini, non è escluso che possano essere ancora peggiorati nel periodo non considerato. Due anni fa si sono registrate 106.500 denunce. Tra furti e “spaccate”, è si sono verificati in media 292 reati di questo tipo al giorno, 12 ogni ora, uno ogni 5 minuti. Il 77,3% dei furti nei negozi rimane impunito.
La Cgia rileva che le regioni con le situazioni più preoccupanti sono la Basilicata (81,4% di delitti impuniti), le Marche (81,7%), la Puglia (82,6%) e la Campania (85,9%).
Le attività più esposte al rischio di furti sono quelle che utilizzano pagamenti in contanti, come i distributori di carburante, le farmacie, gli esercizi pubblici, le gioiellerie/orologerie e le tabaccherie.
Le statistiche dicono anche che nel 2014 gli autori di furti in esercizi commerciali e artigianali che sono stati denunciati o arrestati sono stati poco più di 36.700. Di questi, oltre il 60% era straniero e il 40% circa di nazionalità italiana.
“Anche se è molto probabile che i mandanti e i ricettatori siano cittadini italiani – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo -, le statistiche evidenziano che i furti negli esercizi commerciali sono sempre più ad appannaggio degli stranieri. Sia chiaro, non è il caso di alimentare alcun allarme sociale e tanto meno forme più o meno velate di intolleranza nei confronti di alcune comunità presenti nel nostro Paese. Tuttavia, a seguito dell’esplosione avvenuta in questi ultimi 10 anni, è auspicabile che il Governo conceda più risorse per contrastare con maggiore efficacia anche questi reati e si consolidi sempre di più l’azione di intelligence tra le nostre forze di polizia e quelle dei paesi di provenienza di questi delinquenti”.
“L’impiego sempre più massiccio dei sistemi di videosorveglianza, delle inferriate, delle porte blindate, degli impianti di antifurto e il ricorso agli istituti di vigilanza hanno trasformato moltissime attività economiche in piccoli bunker – conclude Zabeo -; nonostante ciò, le statistiche ci dicono che le attività di prevenzione e di contrasto ai furti non sono riuscite a scoraggiare i malintenzionati. Anzi”.
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