Daniela De Luca, responsabile Affari Legali di Confassociazioni, ha voluto esprimere la sua opinione circa le associazioni e la Legge 4/2013, che riconosce un attestato di qualificazione professionale per garantire e tutelare l’interesse del consumatore. Ciò che è emerso è una disparità di trattamento, anche piuttosto marcata, rispetto ai colleghi iscritti ad Albi e Collegi.
De Luca ha infatti dichiarato: “L’introduzione della Legge n. 4/2013 che ha visto la piena riconoscibilità di tutti i professionisti e delle associazioni di professioni non iscritte ad Ordini e Albi ha promosso la loro autoregolamentazione volontaria, con l‘obiettivo di creare marchi di qualità distintivi, come normato negli articoli 4, 7 e 8 della Legge“.
Ha poi voluto intervenire anche Paolo Caprasecca, vice presidente Confassociazioni con delega allo Sviluppo Territoriale: “Di qui il nostro interesse a portare tale situazione all’attenzione del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per poter definire i reali equilibri ed evidenziare quanto sia alto il livello di competenze, di etica e di aggiornamento professionale di chi ancora è figlio di un dio minore”.
Considerando, inoltre, che è proprio l’attestato di qualificazione professionale ad offire un paramentro di riferimento nella scelta del professionista competente, non si capisce il motivo dello scetticismo espresso da vari Tribunali nel territorio circa l’iscrizione negli Albi ed Elenchi CTU degli iscritti all’associazione, nonostante in possesso di attestazione di qualità rilasciata dalla stessa Associazione.
Ha aggiunto Caprasecca, anche presidente ANAP: “In questo senso, la notizia della partecipazione di ANAP al Comitato per la formazione dell’albo CTU e periti del Tribunale di Rieti rappresenta un primo, importante passo per la riconoscibilità professionale di tutte le associazioni di cui alla Legge 4/2013. Abbiamo infatti prima di tutto chiarito che le attestazioni di qualità rilasciate dalle associazioni iscritte nell’elenco del Mise sono utilizzabili per queste finalità”.
Hanno concluso Daniela De Luca e Paolo Caprasecca: “Il riconoscimento dei professionisti e delle Associazioni delle professioni di cui alla L. 4/2013 è senza dubbio un percorso articolato. Noi però non ci fermiamo, anzi siamo stimolati a fare molto di più. Questo prima di tutto perché CONFASSOCIAZIONI, la più grande rete di professionisti in Italia (280 associazioni iscritte rappresentative di oltre 470mila professionisti) incarna una parte fondamentale del sistema nervoso professionale dell’economia nazionale fatto di competenze da lavoro autonomo e manageriale. Un mondo in cui eccellenza e trasparenza sono nel DNA di ciascuno degli aderenti”.
Vera MORETTI
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