Più di un milione di famiglie italiane a rischio di povertà

Roberto Monducci, direttore del dipartimento per la produzione statistica di Istat, in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per parlare del Documento di economia e finanza, ha dovuto far notare una situazione italiana ancora piuttosto grave, soprattutto per quanto riguarda le condizioni economiche delle famiglie, di certo poco migliorate, se non per nulla, nel 2016 rispetto all’anno precedente.

Anzi, Monducci ha dichiarato che “nel 2016 risultano in condizione di grave deprivazione 1 milione 250 mila minori, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni. Tale quota risulta in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti”.

Relativamente al potere di acquisto degli italiani, si è notato un aumento, anche se rimane un atteggiamento cauto per quanto riguarda i consumi. Ciò significa che le famiglie stanno aumentando la propensione al risparmio, anche se la componente dell’incertezza rimane ben salda e visibile, come se si stesse guidando una macchina con il freno a mano tirato. E questa cautela, a volte eccessiva, è un’eredità pesante che deriva dalla crisi economica degli ultimi anni.

Nel 2016, tra le principali voci di spesa che hanno segnato una contrazione, si evidenziano gli investimenti (-4,5%), in calo per il settimo anno consecutivo. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici emerge un trend persistentemente negativo e la divaricazione tra amministrazioni centrali che bene o male producono incrementi e la parte locale che tende a scendere è importante. Questa è stato messo in evidenza perché riteniamo possano nascere politiche più attente agli investimenti su base locale”.

Questo significa che il rischio di non centrare l’obiettivo indicato dal Governo nel Def relativo al Pil nel 2017 è molto alto, come ha spiegato Monducci: “Le oscillazioni del commercio estero e della produzione industriale osservati nei mesi di gennaio e febbraio potrebbero rappresentare dei fattori di rischio per la crescita del primo trimestre 2017. In particolare, la diminuzione della produzione di beni strumentali potrebbe indicare una decelerazione degli investimenti. Si segnala che una crescita nel primo trimestre in linea o inferiore a quella osservata negli ultimi tre mesi del 2016 richiederebbe, ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicati dal governo per il 2017, una accelerazione dei ritmi di espansione nei trimestri successivi”.

Vera MORETTI

Direttore

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