Il 2016 è stato un anno nero, anzi il peggiore, per quanto riguarda le minacce cyber e il loro impatto sulle persone, come testimonia l’undicesima edizione del Rapporto CLUSIT 2017 sulla sicurezza ICT in Italia.
Per questo motivo, è emersa l’urgente necessità di individuare i reali strumenti per affrontare e fronteggiare questo pericolo, tematica che dunque verrà affrontata nel convegno “Cyber Risk: tutti ne parlano, ma come si affronta davvero?”, organizzato per domani a Roma da Confassociazioni Digital in collaborazione con AIP, Associazione Informatici Professionisti presso la sede di Confindustria.
Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital, ha dichiarato in proposito: “I numeri parlano chiaro: 1.050 gli incidenti noti classificati come gravi, quindi con un alta incidenza di danno economico, reputazione e diffusione di dati sensibili. Cresce del 117% la guerra delle informazioni, mentre diventa a quattro cifre l’incremento degli attacchi compiuti con tecniche di phishing e social engineering (+1.166%). Il settore più colpito è la sanità (+102%), seguito dalla Distribuzione Moderna (+70%), dall’area finance e banche (+64%) e dalle infrastrutture critiche (+15%). Aumentano gli attacchi verso Europa e Asia mentre in termini assoluti a registrare il numero di attacchi più elevato degli ultimi 6 anni sono il cyber crime (+ 9,8%) e il cyber warfare (+117%). A registrare una lieve flessione verso il ribasso sono gli attacchi con finalità di cyber espionage (-8%) e cyber hacktivism (-23%)”.
Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, ha aggiunto: “Viviamo nell’era 4.0, dove velocità, rischio, incertezza sono dietro l’angolo. Ma dove ci sono anche tantissime opportunità. Dove prevale un nuovo stile di vita. Dove a vincere sono le persone che hanno la capacità di interconnettersi senza impoverirsi o guerreggiare, ma piuttosto arricchirsi di nuovi saperi. Un obiettivo questo che CONFASSOCIAZIONI, la rete delle reti, ha avuto chiaro fin dall’inizio e che manifesta ogni volta sia necessario come lo è il convegno del prossimo 23 giugno. Sviluppare le competenze, individuare i rischi, superarli piuttosto che sfuggirli e ampliare il più possibile la conoscenza sono i nostri driver. Perché è noto che il sapere, da qualsiasi prospettiva lo si guardi e lo si consideri, rende liberi ed efficienti”.
Ormai, c’è da dire, il tema della cyber security viene affrontato regolarmente, dalle aziende ma anche da politici e legislatori, e prova di ciò sono, ad esempio, “le nuove linee guida Agid sulle misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni e sui profili di competenza dell’area digital; la Direttiva UE 2016/1148 recante misure comuni di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione Europea; il nuovo Regolamento Europeo 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione dei dati e il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2017 sugli indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale”.
Vera MORETTI
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