Le imprese attive nei settori digitali, che spaziano dunque dal commercio via Internet agli Internet service provider, ma che si occupano anche di software per chi elabora dati o gestisce portali web, sono sempre più all’avanguardia rispetto alle pmi che operano negli altri comparti, ma, ad oggi, in Italia sono solo il 2,3% delle imprese totali, ovvero poco più di 122 mila unità.
Si tratta di dati resi noti durante l’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane tenutasi a Siracusa.
Sono ancora poche, dunque, queste imprese, ma si stanno rivelando molto vitali, tanto che, dall’inizio dell’anno, sono aumentate del 2,4%, mentre quelle appartenenti ad altri settori sono ferme allo 0,6%.
Inoltre, il 12,5% di esse sono guidate da under 35, anche se, in realtà, il contributo dei giovani è superiore: delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, il loro contributo sfiora il 35%.
Anche a livello di occupazione, le imprese del settore digitale impiegano 5,4 addetti mentre le altre hanno una media del 4,5%.
Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere, ha commentato così questi risultati: “Oggi nel nostro Paese abbiamo un numero di imprese digitali esiguo, ma è una realtà con un forte potenziale di sviluppo. Le aziende ci dicono di avere un gran bisogno di digitalizzazione e per questo occorre innalzare la cultura e le competenze digitali delle nostre imprese. Le Camere di commercio che fanno parte del network Industria 4.0, con i 77 punti di impresa digitale che stanno realizzando, sono impegnate a favorire la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie”.
Sul totale delle 122mila imprese presenti su territorio nazionale, una su cinque, corrispondente a un totale di 28.650, si trova in Lombardia, seguita, ma a grande distanza, da Lazio (16.469 imprese pari al 13,5% del totale) e Campania (10.477 e 8,6%).
Lombardia leader anche per presenza giovanile, anche se non si tratta, in questo caso, di una supremazia schiacciante. A questo proposito, anzi, tra le nuove aperture è evidente l’interesse dei giovani del Sud: la quota di imprese under 35 sulle nuove aperture di imprese digitali sfiora infatti il 50% in Calabria, tocca il 46,7% in Basilicata, il 44,4% in Campania, il 42,3% in Puglia e il 40,6% in Sicilia.
Per quanto riguarda le performance economiche, per due anni di seguito il valore della produzione delle 22mila società digitali è aumentato del 9,2% rispetto all’anno precedente, contro una crescita media di tutti i settori che è stata del 3,3% tra 2016 e 2015, dopo il 4,5% tra 2015 e 2014.
Meno brillante ma significativo il gap a favore del digitale in termini di valore aggiunto: tra 2016 e 2015 queste società hanno registrato una crescita dell’8,6% contro una media generale delle società di capitale del 6%, ripetendo il risultato simile del biennio precedente (7,7 contro 5,8%).
Vera MORETTI
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