Contributi a fondo perduto per le start up del tessile, moda e accessori
Grazie al Decreto Rilancio, ed al successivo Decreto ministeriale del 18 dicembre del 2020 che è stato pubblicato nella Gazzetta numero 32 dell’8 febbraio del 2021, sono state sbloccate risorse che, per complessivi 5 milioni di euro, possono permettere alle imprese del tessile, della moda e degli accessori di accedere a contributi a fondo perduto.
La misura è finalizzata in particolar modo a sostenere tutte quelle start-up del comparto che, nel puntare sulla valorizzazione dei prodotti made in Italy di alta gamma, effettuano investimenti nella creazione e nel design anche attraverso la formazione di giovani talenti.
Possono presentare la domanda di accesso ai contributi a fondo perduto le imprese del tessile, della moda e degli accessori che, non avendo ancora distribuito utili, sono attive ed iscritte alla Camera di Commercio competente per territorio non più di 5 anni.
Sul totale dell’investimento effettuato, e quindi sull’ammontare della spesa sostenuta ed ammissibile, il contributo a fondo perduto viene concesso nella misura del 50%. Ma a patto che l’investimento effettuato in controvalore sia non inferiore ai 50 mila euro, e non superiore alla soglia dei 200 mila euro.
Con procedura di valutazione e di erogazione che è a sportello, e quindi in ordine cronologico di presentazione delle istanze, e che è fino ad esaurimento dei fondi disponibili, le imprese ammesse al beneficio possono ricevere il contributo a fondo perduto spettante in un massimo di due tranche.
Ovverosia, su richiesta della start-up, il 50% del contributo come prima quota, ed il restante 50% entro 90 giorni dalla data di ultimazione del progetto di investimento. Ed il tutto fermo restando che, a partire dalla data di approvazione del contributo, il progetto di investimento da parte dell’impresa dovrà essere ultimato entro un termine massimo di 18 mesi.
Le imprese e le start-up del tessile, moda e accessori, interessate all’erogazione dei contributi a fondo perduto, possono presentare la domanda solo ed esclusivamente per via telematica. E precisamente tramite la procedura informatica che è accessibile dal sito Internet del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE).
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