Liberi professionisti senza partita IVA: chi sono e cosa fanno

Il libero professionista è un lavoratore autonomo che svolge un’attività economica a favore di uno o più clienti committenti che consiste nella prestazione di servizi forniti attraverso lavoro intellettuale. La professione viene esercitata da soggetti che hanno compiuto dei percorsi di istruzione superiore, spesso sono laureati, necessari per acquisire una buona competenza. Solitamente, i liberi professionisti sono iscritti ad albi professionali. Tuttavia, esistono alcuni casi in cui, per esercitare la professione non è obbligatorio iscriversi a un albo, allora è generalmente possibile iscriversi alla relativa associazione di categoria. 

In un precedente articolo, ci siamo soffermati sui liberi professionisti con partita Iva, ma poiché è possibile esercitare una professione anche senza aprire una partita Iva, vediamo quali sono i presupposti per farlo, qui di seguito. 

Liberi professionisti senza partita IVA: cosa fanno

Come anticipato poc’anzi, i liberi professionisti possono svolgere il loro lavoro, anche senza procedere all’apertura di partita Iva. Ciò accade, quando la prestazione di servizi avviene in modo occasionale, quindi saltuario. In questo caso, non potendo emettere fattura, si deve ricorrere all’emissione di una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto pari al 20%, a cui aggiungere una marca da bollo da 2 euro, nel caso il compenso lordo dovesse superare i 77,47 euro.

E’ bene precisare che, l’Agenzia delle Entrate pone il divieto di utilizzo della prestazione occasionale per coloro che sono iscritti agli albi o ruoli professionali, dove occorre aprire una partita Iva. 

La prestazione di lavoro occasionale

Negli ultimi anni, molti piccoli professionisti non iscritti ad albi, registri o elenchi professionali, sono ricorsi alle prestazioni occasionali, probabilmente per timore di aprire una partita Iva. Ma ci sono altre condizioni da rispettare, affinché si possa esercitare la libera professione in tal senso. Prima di tutto, la collaborazione con uno stesso committente non deve superare i trenta giorni nell’arco di un anno. In secondo luogo, il reddito conseguito in virtù della prestazione di servizi fornita a uno stesso cliente, non deve essere superiore ai 5.000 euro. Nel caso in cui, il totale dei compensi ottenuti nell’esercizio della libera professione supera i 5.000 euro nel corso dell’anno solare, sussiste l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS per versare i contributi relativi ai ricavi eccedenti. 

Si può esercitare la libera professione senza ricorrere alla partita Iva, anche nel caso di cessione dei diritti d’autore. E’ il caso di coloro che realizzano un’opera cedendone i diritti, come la redazione di testi, manufatti d’arte ma replicabili, articoli di giornale e similari. In questo caso, la ritenuta d’acconto è del 20%, ma cambia la base imponibile che, è del 60% per i minori di 35 anni e del 75% per i maggiori di 35 anni. Coloro che lavorano con la cessione di diritti editoriali, non devono iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS né versare contributi, a prescindere dal tempo e dal reddito. 

Non tutti i liberi professionisti sono in possesso di partita Iva, infatti, alcuni di loro esercitano la propria professione in modo autonomo e occasionale in linea di massima, soggetta solo a ritenuta d’acconto.

La ricevuta per prestazione occasionale

Abbiamo detto che, in assenza di partita Iva, il libero professionista che svolge un lavoro autonomo di natura intellettuale, fermo restando il possesso di tutti i requisiti suddetti, è obbligato a emettere una ricevuta che lasci traccia delle prestazioni di servizi offerte a uno o più clienti. Nella ricevuta si devono inserire i dati del prestatore, i dati del committente, la descrizione della prestazione occasionale svolta senza partita Iva, il compenso lordo, l’eventuale ritenuta d’acconto, l’importo netto e, data, luogo e firma.

Il lavoratore autonomo occasionale è pagato per raggiungere il risultato chiesto dal cliente, ma non è vincolato da esso nella modalità di lavoro che, quindi, non è sottoposta a coordinamento o subordinazione, ma solo frutto di una libera scelta da parte del libero professionista. 

Carmine Orlando

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Carmine Orlando

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