Malattia artigiani e commercianti

Tra i lavoratori con meno tutele, rispetto ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, di certo spiccano in negativo gli artigiani ed i commercianti. Chi svolge in Italia un’attività in proprio, o di lavoro autonomo, per esempio, quando si ammala non solo deve andare a risolvere i propri problemi di salute, ma spesso non è coperto da indennità di malattia. Ed allora, proprio per gli artigiani e per i commercianti, quando si può avere accesso alla malattia?

I servizi di welfare integrativo privato per la malattia artigiani e commercianti

Al riguardo c’è da dire che, in assenza di iscrizione alla Gestione Separata INPS, gli artigiani ed i commercianti sono tagliati fuori dalla malattia. Con la conseguenza che accade molto spesso che il commerciante o l’artigiano che si ammala continui a lavorare.

Oppure, se si è stati previdenti, il commerciante o l’artigiano può accedere ad una indennità di malattia nel caso in cui abbia aderito a servizi di welfare integrativo privato. Per esempio, a tutela della salute dei dipendenti e dei titolari delle imprese artigiane, la Confartigianato ha istituito, con l’appoggio dei Sindacati dei lavoratori, il Fondo Nazionale per l’assistenza sanitaria integrativa.

Allo stesso modo, per gli agenti e per i rappresentanti di commercio che sono iscritti all’Enasarco, c’è la possibilità di accedere alla polizza infortuni e malattia. Si tratta, nello specifico, di una copertura assicurativa che, per tutti gli iscritti all’Enasarco, è gratuita. Mentre la polizza ha un costo quando su richiesta, da parte dell’agente di commercio, questa viene estesa pure al proprio nucleo familiare.

Come si richiede la malattia artigiani e commercianti per gli iscritti all’INPS

Per gli artigiani e per i commercianti iscritti alla Gestione Separata INPS, invece, l’Istituto di previdenza può riconoscere al lavoratore non solo l’indennità di malattia, ma anche l’indennità per degenza ospedaliera. Le modalità di richiesta dell’indennità INPS sono uguali per tutti, e quindi indipendentemente dalla categoria lavorativa di appartenenza.

In particolare, l’accesso all’indennità è subordinato al rilascio, da parte del medico curante, del certificato di malattia. Sarà poi proprio il dottore a trasmettere il certificato di malattia all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale in modalità telematica. Ed il tutto facendo attenzione nel fornire i dati al medico curante per quel che riguarda, tra l’altro, il domicilio ai fini della reperibilità.

La trasmissione telematica all’INPS del certificato di malattia, inoltre, esonera il lavoratore dall’obbligo di invio dell’attestato al proprio datore di lavoro. Pur tuttavia, precisa altresì l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale attraverso il proprio sito Internet, se la trasmissione telematica del certificato di malattia non è possibile, allora il lavoratore, entro un termine massimo di due giorni dalla data di rilascio, deve presentare all’Inps o inviare il relativo certificato unitamente all’attestato al proprio datore di lavoro.

Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, inoltre, il pagamento dell’indennità, oltre alla trasmissione del certificato di malattia, è subordinato pure alla presentazione della domanda di accesso alla prestazione attraverso il canale online dell’Istituto di previdenza, avvalendosi del supporto e dell’assistenza dei patronati, oppure chiamando il numero verde del contact center multicanale 803164.

Filadelfo Scamporrino

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