Tra le varie tipologie di pensione anticipata in deroga, trova posto una misura dedicata a coloro che svolgono lavori usuranti: ci riferiamo a Quota 97,6. Essa consente di accedere al trattamento pensionistico a partire da 61 anni e 7 mesi con almeno 35 anni di contribuzione fermo restando che somma di età e contributi deve restituire il numero 97,6. Di fatto, quindi, può accedere a questo pensionamento il lavoratore usurante che ha compiuto i 61 anni e 7 mesi e maturato almeno 36 anni di contributi o, anche, il lavoratore che ha compiuto i 62 anni e 7 mesi e maturato almeno i 35 anni di contributi.
In questa misura si considerano anche le frazioni di anno e quindi, può accedere al pensionamento, per esempio, colui che ha compiuto i 62 anni e maturato 35 anni e 7 mesi.
Scopriamo a chi si rivolge nello specifico e quali sono le mansioni considerate usuranti. Ovviamente, vedremo i requisiti d’accesso e tutte le informazioni utili per effettuare la domanda.
I lavoratori usuranti possono accedere alla pensione anticipata, che siano essi dipendenti pubblici o privati. A distinguere i lavori usuranti da quelli gravosi, ci ha pensato l’INPS che ha specificato quali mansioni rientrano nella categoria delle attività usuranti:
Per beneficiare della pensione anticipata per lavori usuranti, le attività devono essere state svolte per il 50% della vita lavorativa o per 7 degli ultimi 10 anni. I lavoratori usuranti hanno accesso al trattamento pensionistico anticipato, avendo almeno 61 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi. Dal 2016 al 2026, ecco i requisiti:
A tali requisiti non vengono applicati gli adeguamenti alla speranza di vita previsti negli anni dispari dal 2019 al 2025. Dal 1° gennaio 2017 la pensione usuranti decorre dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, in seguito alla disapplicazione delle finestre mobili previste (12 mesi per i lavoratori dipendenti e 18 mesi per i lavoratori autonomi).
La richiesta per ottenere il beneficio alla pensione per i lavoratori usuranti deve essere inoltrata entro il 1° maggio 2021, se essi perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi nel 2022. Si tratta di una domanda preliminare, in quanto la domanda di pensione vera e propria verrà presentata successivamente all’accoglimento da parte dell’INPS della domanda di riconoscimento dei benefici.
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