Cos’è l’imposta di bollo e quando si utilizza

Imposta di bollo: cos'è, utilizzo e pagamento

L’imposta di bollo rappresenta un tributo indiretto con importo variabile a seconda dei casi, applicata alla produzione, alla richiesta o alla presentazione di alcuni documenti. E’ “indiretta” perché come tutte le imposte di questo tipo, colpisce i consumi e non le persone.

L’utilizzo dell’imposta di bollo prevede la presenza di un atto, registro o documento redatto in forma scritta. Per i documenti soggetti al bollo solo nel caso di utilizzo (ricevute e documenti riguardanti ricevimento di denaro, oppure scritture private che non abbiano le locazioni come oggetto) Il tributo è dovuto solo nel momento in cui l’atto viene usato.

Gli importi dell’imposta di bollo

L’ammontare dell’imposta di bollo può essere fissa o proporzionale, espressa anche in termini percentuali. In questo caso l’importo cresce proporzionalmente all’aumento della somma oggetto del documento, registro o atto. Ad esempio: cambiali, conti deposito e conti titoli. L’importo è fisso nel caso di conti correnti, atti autenticati da un notaio, fatture, ma entriamo nel dettaglio.

L’imposta di bollo su fatture o ricevute di pagamento

L’ammontare dell’imposta di bollo è di 2,00 € per le fatture e ricevute di pagamento, rispettivamente esenti e senza IVA, ma solo quando l’importo riportato su di esse è superiore a 77,47 euro. Chi emette le fatture è obbligato ad apporre il contrassegno, in ogni caso l’emittente può decidere se effettuare la rivalsa di imposta, cosicché l’importo della marca da bollo possa essere addebitato al cliente/committente.

Poiché non è possibile applicare fisicamente una marca da bollo su una fattura elettronica, l’imposta relativa verrà pagata per via telematica entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre di riferimento (il periodo in cui vengono emesse le fatture elettroniche).

La marca da bollo non ha una scadenza e può essere acquistata in un negozio di tabacchi o comunque presso un esercente che vende valori bollati. A determinare la regolarità della marca da bollo è la presenza di una data di emissione non successiva a quella riportata dall’atto su cui viene applicata.

La marca da bollo viene applicata sulle fatture da chi le emette, nonostante ciò, in caso di sanzioni amministrative la responsabilità è di ambo le parti. Quindi, in caso di mancata collocazione sul documento da parte dell’emittente, sarà il committente/cliente a pagare l’imposta di bollo. In questa circostanza, la sanzione per omissione del bollo interessa solo l’emittente.

L’imposta di bollo sul conto corrente e sui conti deposito o titoli

L’imposta di bollo è prevista anche per i titolari di un conto corrente, che si tratti di persone fisiche o di altri soggetti. Nel primo caso, il costo è fisso e pari a 34,20 €; nel secondo caso (persone giuridiche), il costo è di 100 euro. Il tributo indiretto viene applicato al momento dell’emissione dell’estratto conto riguardante il periodo oggetto del rendiconto, anche se il conto è stato aperto e chiuso nel corso dell’anno.

Se il cliente è una persona fisica, una giacenza media sul conto corrente inferiore ai 5.000 euro, lo rende esente dal pagamento dell’imposta di bollo.

Diversamente da quanto accade sui conti corrente, l’imposta di bollo applicata su un conto deposito è proporzionale alla somma depositata ed è espressa in percentuale. Quest’ultima è pari allo 0,20% e viene calcolata sulle giacenze. Se per le persone fisiche non sussiste alcun limite massimo, per soggetti diversi la soglia massima è di 14.000 euro.

Per quanto concerne i conti titoli, l’imposta di bollo è pari allo 0,20% annuo del controvalore di mercato dei prodotti finanziari.

Il pagamento dell’imposta di bollo

Il pagamento dell’imposta di bollo avviene tramite un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate. Oppure con l’acquisto della marca da bollo o di carta bollata filigranata su cui sia riportato il valore relativo. Non è possibile scrivere o apporre timbri sul bollo, mentre sulla carta bollata non è possibile oltrepassare il numero di linee presenti o scrivere oltre i margini. Inoltre, è vietato l’uso di marche da bollo già usate o deteriorate e anche superare le cento linee per foglio sui fogli scritti a mezzo stampa.

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Nato a Milano nel 1971 ma campano d'adozione, ho sempre avuto una grande passione per la scrittura, pur lavorando come libero professionista in altri settori. La scoperta del Web Copywriting e il vasto quanto complesso mondo della SEO mi ha conquistato, tanto da aver intrapreso un lungo percorso di formazione a aver trasformato un hobby in una fonte primaria di guadagno. Sono stato per anni coordinatore della redazione per CentroMeteoItaliano.it, ho collaborato con Money.it, con Notizieora.it e con BlastingNews.com.