Molti si chiedono cosa sia il fringe benefit per un dipendente aziendale e come funzioni, ma soprattutto come usarlo nel caso di possesso di auto aziendale. In questa rapida ma esaustiva guida andremo a fornire risposte a tutte queste annose questioni.
Uno dei fringe benefit più utilizzati tra i dipendenti italiani è l’auto aziendale a uso promiscuo. Si parla di auto ad uso promiscuo perché questo benefit aziendale “mescola” (quindi dal latino promiscuus) l’uso personale e quello lavorativo dell’auto. Con il termine auto ad uso promiscuo si fa riferimento a quei veicoli che l’azienda ottiene a noleggio a lungo termine o in leasing. L’auto viene, dunque, detta “ad uso promiscuo” quando il dipendente la può utilizzare anche al di fuori dell’orario di lavoro, usandola a tutti gli effetti come propria auto personale.
Ma prima di andare a vedere nello specifico l’utilizzo del benefit sull’uso della auto aziendale per i dipendenti, cerchiamo di capire in breve cosa si intende per fringe benefit.
Il fringe benefit non è altro che un incentivo contributivo che viene corrisposto ad alcune, particolari, categorie di lavoratori dipendenti. Essi hanno lo scopo di quantificare i beni e i servizi di cui il dipendente può usufruire ad uso gratuito, quindi a condizioni più vantaggiose rispetto a chi si rivolge al mercato per acquistarli.
Anche i buoni pasto, ad esempio fanno parte del fringe benefit.
Potremmo dire che come valore di benefit, in media l’auto aziendale “vale” il 2,8% della retribuzione lorda annua del beneficiario.
Una quota non affatto irrilevante, che in rapporto ai livelli retributivi medi può arrivare anche al 3,8% se è un impiegato a disporre del veicolo.
Va detto che quando si fornisce un veicolo aziendale a un dipendente si ha un maggiore controllo sulla situazione rispetto all’affidamento al dipendente della propria auto. Sebbene ci si ritrova ad avere implicazioni fiscali, avere un’auto aziendale è un buon vantaggio per i dipendenti. Disporre di un’auto aziendale farà anche risparmiare al dipendente l’acquisto di un veicolo.
Ma il risparmio consiste anche nei costi di assicurazione, di bollo auto e di manutenzione. Insomma, un vero e proprio “colpo grosso” per gli spostamenti del dipendente.
Molti si chiedono quale sia la tassazione che va ad incidere su una autovettura aziendale.
in pratica, il 70% dovrà essere applicato ai costi dell’auto al lordo del fringe benefit tassato in capo al dipendente. Il 70% deducibile significa, ad esempio che fatto 100 euro il costo sostenuto e l’aliquota attualmente vigente pari al 24% l’effettivo risparmio di imposta sarà pari a circa 17 euro (70% x 100 x 24%).
Tuttavia, nel caso di auto ad uso lavorativo, il veicolo è consegnato al dipendente per essere utilizzato esclusivamente durante l’attività lavorativa. In questa modalità non vi è alcun benefit particolare per il dipendente, poiché dovrà restituire il veicolo terminata la giornata lavorativa. Quindi, per spostarsi al di fuori della propria attività, sarà bene che il dipendente abbia comunque una vettura propria.
In ultima istanza, da un’indagine emerge che il costo medio di mantenimento e utilizzo di un automezzo si aggira tra i 3.000 e i 4.000 euro l’anno, per una azienda, tenendo presente che nel conteggio è considerata una percorrenza annua di 10.000 km.
In ultimo, ma non ultimo ci si chiede, sostanzialmente quanto vada ad incidere l’auto ad uso promiscuo su una busta paga del dipendente.
Ebbene, secondo la tabella Aci sui fringe benefit 2017 il costo per chilometro per auto è di 52,06 centesimi, che moltiplicati per 15 mila chilometri fanno 7.809 euro. Di questi il 30%, cioè 2.342,64 euro, è considerato vero e proprio reddito del dipendente.
Dunque, questo è quanto di più utile e necessario vi fosse da sapere su come funziona un auto come fringe benefit aziendale. Ora, non vi resta indossare guantini da pilota e allacciare le cinture di sicurezza, sempre che il vostro impiego preveda l’uso di un auto aziendale.
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