Come funziona l’aspettativa nel pubblico impiego

Aspettativa dipendenti pubblici: come funziona

Ogni individuo, nel corso della propria vita può avere la necessità di staccare dal lavoro per un periodo di tempo più o meno lungo, dovuta a ragioni personali, familiari o sociali. Come tutti i lavoratori subordinati, anche i dipendenti pubblici hanno diritto a richiedere l’aspettativa. Come funziona, quali sono le motivazioni nello specifico affinché possa essere accettata e se essa venga retribuita o meno, potrete scoprirlo nel corso di questo articolo.

Aspettativa nel pubblico: cos’è

I dipendenti del settore pubblico possono beneficiare di un periodo di sospensione del rapporto di lavoro per motivi ben precisi, senza che ciò comporti la perdita dell’impiego. In tale lasso temporale, solitamente, non si ha diritto allo stipendio. Tuttavia, in alcuni casi l’aspettativa ottenuta dai lavoratori subordinati della pubblica amministrazione è retribuita.

Gli impiegati pubblici che vogliono usufruire dell’aspettativa, devono fare richiesta al proprio datore di lavoro, quasi sempre tramite l’ufficio delle risorse umane. La concessione dell’aspettativa dipende dalle motivazioni esibite a suo sostegno. A tal proposito, descriveremo quali sono le principali.

Aspettativa lutto o infermità, gravi motivi familiari, motivi personali

In base alla legge 53/2000, i dipendenti pubblici possono richiedere un periodo di aspettativa per le seguenti motivazioni:

  • Lutto o infermità di un familiare: viene concesso al lavoratore un permesso di tre giorni lavorativi retribuiti all’anno, in caso di decesso o grave infermità del coniuge o di un familiare non oltre il secondo grado di parentela, il tutto documentato. In caso di morte, i giorni di aspettativa per lutto devono essere utilizzati entro sette giorni dall’evento.
  • Gravi motivi familiari: alla relativa richiesta di aspettativa va allegata la documentazione che attesti i gravi motivi familiari e le patologie individuate. La durata massima è di due anni, il dipendente mantiene il suo posto di lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere un’altra attività lavorativa.
  • Motivi personali: in caso di grave disagio personale e non dovuto a malattia, l’impiegato può richiedere un’aspettativa non retribuita per una durata massima di 12 mesi (continuativi o non) nell’arco di un triennio e da utilizzare al massimo in due momenti. Tuttavia, la concessione è legata alle esigenze del datore di lavoro, il quale può rifiutare la richiesta sulla base di motivazioni ben precise.

Aspettativa impiegati pubblici per vincitori di concorso

I dipendenti del settore pubblico impiegati a tempo indeterminato possono chiedere un’aspettativa non retribuita di massimo sei mesi per sostenere il periodo di prova previsto dalla nuova amministrazione.

Tuttavia, esistono delle eccezioni concernenti questa tipologia di aspettativa. Infatti, alcuni contratti prevedono che i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato e vincitori di concorso possano avere accesso ad un’aspettativa pari alla durata del periodo di prova formalmente prevista dalle disposizioni contrattuali applicate nell’amministrazione di destinazione.

Aspettativa dipendenti pubblici per assistenza a un familiare disabile

La legge 104/1992 permette al lavoratore dipendente di richiedere un’aspettativa non retribuita per una durata massima di tre anni, in caso di assistenza a un familiare portatore di grave handicap. In alternativa, è concessa la possibilità di usufruire di permessi retribuiti pari a 1 o 2 ore di permesso giornaliere o di tre giorni permesso al mese.

Aspettativa dipendenti pubblici per volontariato

Il dipendente pubblico impegnato in attività di soccorso e assistenza in vista o in occasione di precisi eventi indicati dall’art. 9 del D.P.R. 104/1991, anche su richiesta del sindaco o di altre autorità della protezione civile, può fruire dell’interruzione della propria prestazione lavorativa e alla conservazione del posto di lavoro. Inoltre, ha diritto al trattamento economico e previdenziale che gli spetta da parte del datore di lavoro.

E’ possibile richiedere un’aspettativa complessiva di massimo 90 giorni annui, di cui solo 30 giorni continuativi, da investire in attività di soccorso e assistenza in catastrofi e calamità. Tale soglia sale a 180 giorni, in caso di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Per quanto concerne le attività formative, di pianificazione e simulazione delle emergenze, la durata massima del periodo di aspettativa è di 30 giorni all’anno, di cui massimo 10 giorni consecutivi.

Aspettativa per incarichi pubblici, cariche elettive e attività sindacali

I lavoratori del pubblico impiego eletti al Parlamento nazionale o europeo, oppure alle assemblee regionali o che siano comunque chiamati a svolgere altre funzioni pubbliche elettive possono richiedere la concessione di un’aspettativa non retribuita per tutta la durata del loro incarico. Stessa regola per le cariche sindacali provinciali e nazionali.

Aspettativa dipendenti pubblici per la formazione

L’impiegato pubblico con un’anzianità di servizio di almeno cinque anni può richiedere un’aspettativa non retribuita della durata massima di 11 mesi per la formazione, per l’intera durata del corso. Tuttavia, tale richiesta può essere rifiutata dal datore di lavoro o, in caso di accettazione, frazionare il lasso temporale concesso per comprovate esigenze organizzative.

Avvio nuova attività

I dipendenti pubblici possono chiedere l’aspettativa dal lavoro non retribuita, per un periodo massimo di 12 mesi, per avviare un’attività imprenditoriale. Questo tipo di richiesta può essere rifiutato dalla propria amministrazione che, però, è tenuta a fornire motivazioni precise per il suo diniego.

Aspettativa dipendenti pubblici per familiari all’estero

Qualora il coniuge o convivente si sia trasferito all’estero per motivi di lavoro, il dipendente pubblico può chiedere un’aspettativa non retribuita per una durata pari al periodo temporale, nel quale permane la situazione che l’ha originata. Tuttavia, il datore di lavoro può revocare in qualsiasi momento l’aspettativa concessa, per motivi di servizio imprevisti ed eccezionali, dando un preavviso di almeno 15 giorni.

Aspettativa per cooperazione o attività umanitarie

L’aspettativa riguarda i dipendenti impiegati all’estero in veste di collaboratori in attività di cooperazione internazionale allo sviluppo. Il contratto viene stipulato tra i soggetti per la cooperazione e il dipendente, nel quale, i primi si assumono gli obblighi fiscali, previdenziali ed assicurativi nei confronti del dipendente.

Nel periodo di questa aspettativa superiore a quattro mesi ma inferiore a quattro anni, i dipendenti pubblici percepiscono gli assegni fissi e continuativi.

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Nato a Milano nel 1971 ma campano d'adozione, ho sempre avuto una grande passione per la scrittura, pur lavorando come libero professionista in altri settori. La scoperta del Web Copywriting e il vasto quanto complesso mondo della SEO mi ha conquistato, tanto da aver intrapreso un lungo percorso di formazione a aver trasformato un hobby in una fonte primaria di guadagno. Sono stato per anni coordinatore della redazione per CentroMeteoItaliano.it, ho collaborato con Money.it, con Notizieora.it e con BlastingNews.com.