Accettazione con beneficio d’inventario: il caso particolare

L’accettazione con beneficio d’inventario è un caso di eredità in cui il patrimonio del defunto è nettamente distinti da quello del beneficiario

Accettazione dell’eredità: il punto di partenza

L’eredità si accetta attraverso un atto. Questa avviene al momento dell’avvio di una pratica di successione per causa di morte. Ma una volta acquisita con atto di accettazione la qualifica di erede, non è più possibile rinunciare. Il diritto di accettare, secondo quanto indicato dal Ministero della giustizia, si prescrive in dieci anni dal giorno di apertura della successione. Inoltre tale diritto non può essere sottoposto a termini, condizioni, o ceduta ad altri persone, fatto salvo il caso della trasmissibilità per causa di morte. Tuttavia esistono di vari tipi di accettazione:

  • espressa: quando è effettuata tramite un atto pubblico o una scrittura privata;
  • tacita: quando è effettuata attraverso azioni o atteggiamenti che un soggetto compie solo in qualità di erede, e che esprimono la volontà di accettare l’eredità;
  • pura e semplice: nel caso in cui si accetta senza riserve, per effetto della qule il patrimonio del defunto si fonde con quello dell’erede. Diventano un solo patrimonio in capo alla persona in vita. Pertanto può pagare anche i debiti del defunto ricorrendo alle disponibilità personali;
  • presunta: è un’accettazione prevista dalla legge nel caso in cui il chiamato sa nel possesso del bene ereditario e non provveda a redigere l’inventario nel termine di tre mesi dall’apertura della successione o della devoluta eredità.

L’accettazione con beneficio d’inventario: cos’è?

E’ un tipo di accettazione che consente di tenere distinti il patrimonio del defunto con quello dell’erede o degli eredi. Ciò significa che l’erede non potrà essere tenuto a pagare i debiti del defunto oltre quanto abbia ricevuto per effetto della successione. Inoltre può essere solo espressa e viene effettutata con una dichiarazione dinnanzi ad un notaio o dal cancelliere del tribunale. Nel primo caso sarà poi lo stesso Notaio a trasmettere la trascrizione all’Ufficio del Territorio, mentre nel secondo ci si può rivolgere anche alla cancelleria del tribunale dove viveva il defunto. Affinché sia valida occorre che sia redatto l’inventario. Si tratta di un elenco del complesso di bene e dei diritti degli eredi. Questa accettazione deve essere fatta entro tre mesi dal decesso del defunto. Infine è obbligatoria quanto l’erede è un interdetto, un minore, un inabilitato o un minore emancipato. Per questi ultimi esempi occorre un’autorizzazione da parte di un giudice tutelare.

Gli elementi essenziali di un’accettazione con beneficio di inventario

E’ un atto notarile per cui va indicato il Notaio che lo ha redatto, l’anno, il mese, il giorno ed il luogo in cui ci si trova. A questo punto vanno indicati ed identificati gli eredi presenti, attraverso i dati di nascita, il codice fiscale e la residenza. Il notaio dichiara che secondo gli effetti degli articoli 471, 484 e seguenti i comparenti accettano l’eredità con beneficio d’inventario, specificando il rapporto di parentela con il defunto e i dati identificativi di quest’ultimo.

L’inventario è l’elemento più importante. Al suo interno ci sono le attività in capo ad defunto e le passività. Rientrano tra le attività ad esempio gli proprietà immobiliari. Questa vanno indicate con l’indirizzo, i dati catastali completi, i confini ed eventuali pertinenze. Tra le passività invece rientrano eventuali cartelle esattoriali, debiti anche questi indicati con numero di iscrizione al ruolo ed elenco completo.

Dalla teoria alla pratica: come si fa?

Quando si vuole sottoscrivere un’accettazione con beneficio d’inventario i passi da seguire sono:

  • ritirare il certificato di morte del defunto;
  • richiedere il certificato di residenza del defunto, meglio se storico;
  • avere una fotocopia dei documenti e tessera sanitaria del defunto e degli eredi;
  • presentare tutta la documentazione al notaio o al cancelliere del tribunale;
  • possedere l’autorizzazione del giudice tutelare per i minori, gli inabilitati e gli interdetti

Sono poi necessarie una marca da bollo e la ricevuta del versamento di 262 euro a favore del Tribunale. Poi c’è la parcella del notaio ed il pagamento di eventuali altri adempimenti da lui eseguiti.

Quando si perde il beneficio dell’inventario?

Il diritto di accettare un’eredità con il beneficio di inventario si perde quando si siano venduti i beni facenti parte del patrimonio del de cuius senza autorizzazione. Ma anche nel caso in cui si siano rese dichiarazioni infedeli, o mendaci per quanto riguarda la redazione dell’inventario. L’accettazione è nulla quando si omette di seguire in tutto o in parte la procedura prevista dalla legge.

 

Francesca Cavaleri

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