Chi deve pagare l’Imu sulla prima casa e chi è esente?

IMU prima casa: chi la paga e chi non la deve pagare

Una volta era nota come ICI, adesso IMU, stiamo parlando di una delle imposte più detestate dagli italiani, specie quando la tassa i contribuenti la devono pagare anche sulla prima casa. Si tratta di una materia molto cara nel nostro Paese, in quanto la percentuale di proprietari di almeno una casa è altissima.

Nel corso degli anni le varie imposte sulla prima e sulle seconde case hanno subito molte variazioni. In questo articolo vogliamo trattare la tassazione sulla prima casa: chi deve pagarla e chi, invece, ne è esente.

IMU prima casa: chi deve pagare

In linea di massima, la tassa sulla prima casa non è più dovuta a prescindere come accadeva fino al 2013, quando la relativa IMU fu cancellata per decreto. Tuttavia, la normativa vigente obbliga al pagamento dell’IMU sulla prima casa in alcuni casi.

Con riferimento alle categorie catastali, l’IMU è dovuta dai proprietari di un’abitazione di lusso, quindi, appartenenti alla categoria A/1, A/8 e A/9. A tal proposito, specifichiamo subito quali sono considerate case di lusso:

  • A/1: abitazioni signorili che sottointendono una superficie commerciale superiore ai 250 mq, situata in stabile con tanto di portineria e ascensore, ma anche con la presenza di ampi spazi comuni e tre bagni con rifiniture di tipo signorile.
  • A/8: le abitazioni in ville, che sono una via di mezzo tra un immobile civile e un altro di lusso. Ci si riferisce a un’abitazione con diversi comfort esclusivi, ad esempio un giardino di pertinenza molto grande, spazi dedicati alla servitù, costruzioni ausiliare per depositi e autorimesse, non ultimo, l’utilizzo di materiali di alta qualità.
  • A/9: castelli e palazzi di particolare pregio storico ed artistico.

E’ bene evidenziare, che nel caso di immobili diversi presenti nello stesso Comune ma appartenenti a più componenti del nucleo familiare, l’esenzione dall’IMU spetta ad uno solo di questi immobili. Se i coniugi hanno residenze differenti in Comuni diversi, entrambi sono tenuti a pagare l’imposta sulla prima casa. Se ci sono più pertinenze legate allo stesso immobile, solo una di questa è esente dall’IMU.

IMU prima casa: chi non deve pagare

Per tutte le categorie catastali di tipo A diverse da quelle sopra indicate, c’è l’esenzione dal pagamento della tassa sulla prima casa. L’IMU non è dovuta nemmeno quando l’abitazione è un luogo di residenza e dimora abituale contestualmente. Per verificare la residenza è sufficiente una dichiarazione all’ufficio anagrafe del Comune, mentre per la dimora abituale basta la presenza costante del proprietario dell’immobile in questione.

L’IMU non deve essere pagata per gli immobili appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa assegnate ai soci assegnatari o destinate a studenti universitari.

Non si paga l’imposta sulla prima casa, anche gli alloggi sociali che fungono da abitazione principale. E’ esente dall’IMU l’unità immobiliare assegnata al genitore affidatario con provvedimento del giudice che costituisce il diritto di abitazione presso il medesimo genitore, oppure l’unità immobiliare concessa in locazione alle forze armate, forze di polizia, corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Inoltre, ogni Comune può stabilire esenzioni particolari, ad esempio per anziani e disabili che lasciano la propria casa vuota per ricovero presso dei centri di cura o case di riposo.

In caso di separazione e separazione di fatto e di divorzio, quella che rappresentava l’abitazione principale dei coniugi non lo è più. Tuttavia, pur abitando in due case diverse, entrambi possono fruire dell’esenzione IMU, sempre che si attivino a dimostrare la separazione legale avvenuta.

Distinzione tra prima casa e abitazione principale

L’IMU non dovuta sulla prima casa fa pensare che nessun imposta sia dovuta alla prima unità immobiliare di un dato soggetto. A questo proposito, per fruire delle agevolazioni fiscali d’acquisto della prima casa, ci sono delle condizioni da rispettare:

  • l’abitazione deve essere ubicata nello stesso comune di residenza del contribuente (che ha tempo 18 mesi per spostare la propria residenza dal momento del rogito notarile);
  • il contribuente non deve essere proprietario di altre abitazioni ubicate nello stesso comune e non possedere quote di proprietà di un immobile per cui abbia già usufruito di agevolazioni fiscali legate alla prima casa.

 

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