Assunzioni in agricoltura per brevi periodi: come fare i lavori stagionali?

assunzione in agricoltura per brevi periodi

Quante volte è capitato di dover effettuare dei lavori agricoli e non sapere a chi rivolgersi per essere sicuri di non violare norme? Ora cercheremo di capire come si può assumere in agricoltura in periodi di raccolta intensi o per lavori di breve durata.

Assunzioni in agricoltura per brevi periodi di lavoro intenso

Può capitare che un soggetto abbia dei terreni con monoculture e di conseguenza non abbia la possibilità di assumere degli operai in quanto si occupa da solo dei lavori e ha bisogno di aiuto solo per la raccolta, capita spesso con la campagna olearia, ormai alle porte, con la raccolta di prodotti che non richiedono molto lavoro, ad esempio nocciole, castagne e simili. In tutti questi casi i lavori sono concentrati in pochi giorni, ma comunque possono verificarsi sinistri, l’agricoltura resta un settore in cui possono essere frequenti, e allora c’è la necessità di assumere rispettando le normative evitando così anche di avere denunce per lavoro nero. In seguito vedremo diverse ipotesi in cui l’assunzione può avvenire anche da parte di un soggetto che non è un imprenditore agricolo, ma un soggetto privato.

Voucher PrestO per le assunzioni in agricoltura occasionali

La prima possibilità da considerare sono i voucher PrestO: il termine PrestO sta ad indicare prestazioni occasionali, ecco perché si tratta di uno strumento utile per i periodi di raccolta intensa in agricoltura, naturalmente possono essere usati anche in altri settori. Sono stati introdotti dall’art. 54 bis della L. n. 96/2017 con l’abrogazione dei vecchi voucher. Purtroppo hanno dei limiti oggettivi e soggettivi. In particolare possono essere stipulati, o meglio utilizzati, in favore di:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • disoccupati di età inferiore a 25 anni regolarmente iscritti a un corso di studio, anche di tipo universitario;
  • disoccupati;
  • titolari di misure di sostegno al reddito.

Come funzionano i voucher PrestO

I voucher PrestO possono essere utilizzati per 10 giorni continuativi, quindi si tratta di una misura perfetta proprio per i casi che abbiamo citato in precedenza, cioè la raccolta delle olive, di nocciole, castagne, uva e simili. Ci sono anche dei limiti reddituali, cioè uno stesso soggetto con i voucher non può accumulare redditi superiori a 5.000 euro nell’arco di un anno, ma di fatto questo non osta a un ulteriore uso dello stesso lavoratore, da parte dello stesso utilizzatore, in un periodo diverso, ad esempio per altre mansioni agricole, come la pulizia del giardino, l’importante è non superare i limiti visti. I voucher PrestO possono essere acquistati anche da soggetti privati, cioè non nell’esercizio di attività d’impresa.

Il Voucher PrestO è composto da due parti, una è la retribuzione netta per il lavoratore, mentre l’altra parte comprende contributi INPS e INAIL, questo vuol dire che in caso di infortunio il lavoratore è comunque coperto. I buoni hanno un valore nominale di 12 euro a ora.  Il lavoratore non può essere impegnato per meno di 4 ore lavorative al giorno.

Se vuoi maggiori informazioni sui voucher PrestO, leggi la guida: Voucher INPS PrestO e libretto di famiglia: le nuove regole

Rispetto a quanto detto deve solo essere sottolineato che ora non si può più accedere ai servizi INPS con il PIN, ma occorre uno SPID, oppure CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS.

Quale contratto posso stipulare se ho bisogno di un lavoratore agricolo per più di 10 giorni?

Chi ha esigenza di assumere per più di 10 giorni continuativi potrebbe trovare soluzione al problema attraverso il contratto avventizio in agricoltura, la cui disciplina purtroppo risale al 1957, ma è ancora in vigore sebbene poco conosciuta. Questo è pensato per una durata media del lavoro di 1-2 mesi. La normativa prevede che siano gli organismi provinciali a stabilire orari di lavoro nei vari mesi dell’anno in base anche alle esigenze stagionali. La particolarità di questo contratto è che funziona “a chiamata”: ogni giorno è il datore di lavoro a decidere se si lavora o meno e questo dipende per lo più dal meteo.

E’ ovvio che se i miei operai sono addetti alla raccolta delle olive e piove abbondantemente, non potranno lavorare. Il contratto di lavoro avventizio in agricoltura si può stipulare direttamente con il datore di lavoro o presso Agenzie per il lavoro. In realtà per questa tipologia di mansioni, a meno che non ci sia una conoscenza personale di soggetti interessati a questo tipo di prestazione, ci si rivolge ad agenzie o Centri per l’Impiego che possono facilmente aiutare a trovare personale.

Il contratto avventizio non deve avere una durata giornaliera superiore a 8 ore lavorative. In periodi di lavoro intenso si può richiedere dello straordinario ma in misura massima di 1 ora al giorno. Particolari regole sono previste per mietitura e trebbiatura, ma in questa sede non ci soffermiamo perché questi lavori, dal 1957 a oggi, hanno subito una modifica sostanziale e di fatto non occorre eseguire degli straordinari importanti tanto da giustificare delle deroghe.

Dal contratto avventizio devono essere distinti i contratti a tempo indeterminato e determinato che vedremo in seguito.

Contratto di somministrazione di lavoro agricolo

Tra le varie possibilità vi è anche il contratto di somministrazione, in questo caso l’operaio agricolo non viene assunto dall’imprenditore agricolo, ma dall’Agenzia che deve però avere delle particolari autorizzazioni allo svolgimento di tale attività. La durata minima è un mese, di conseguenza può essere utilizzato anche per le prestazioni agricole, il datore di lavoro può essere anche un privato che figura come utilizzatore.

Contratto agricolo a chiamata

Un’altra opportunità è data dal contratto agricolo a chiamata, anche questo può essere utilizzato per le assunzioni in agricoltura per brevi periodi. Vi sono però limiti e condizioni. Non può essere utilizzato per più di 400 giornate lavorative nell’arco di un triennio. Possono essere assunti con il contratto agricolo a chiamata persone sotto i 24 anni di età e persone sopra i 55 anni di età. Si tratta quindi di un contratto il cui obiettivo è inserire persone che non riescono a collocarsi nuovamente nel mercato del lavoro dopo aver perso la precedente occupazione oppure che studiano e hanno bisogno di avere delle entrate. Naturalmente deve essere corrisposta una retribuzione oraria non inferiore a quella prevista dal CCNL per le stesse mansioni, contributi, previdenza, malattia e si maturano le ferie.

Questo contratto prevede che sia riconosciuto a favore del lavoratore anche un’indennità di disponibilità, ecco perché è difficile da utilizzare in agricoltura per piccoli imprenditori. All’indennità di disponibilità corrisponde un obbligo di risposta da parte del lavoratore.