Cartella esattoriale ed iscrizione a ruolo straordinario, quando?

Cartella esattoriale ed iscrizione a ruolo straordinario, quando?

Quando le imposte di un contribuente sono già state accertate e l’Agenzia delle Entrate fiuta un pericolo imminente per la riscossione di tasse, interessi e sanzioni, ecco che sceglie una scorciatoia conosciuta come iscrizione a ruolo straordinario.

Ovvero, accade quando il Fisco cerca la procedura più veloce per il recupero di ciò che gli è dovuto, prima che il debitore possa disperdere il proprio patrimonio e non essere più solvente. In tal caso, il nominativo del contribuente/debitore viene inserito dall’Ente impositore, il titolare del tributo richiesto in un’apposita lista che viene poi passata all’Agente di Riscossione. L’importo dovuto viene iscritto integralmente ancora prima che l’iter di accertamento possa definirsi concluso.

Tuttavia, al fine di evitare che l’iscrizione a ruolo straordinario per il pagamento delle cartelle esattoriali venga dichiarato non legittimo, con la conseguente nullità di tutti gli atti di riscossione, ci sono due regole da rispettare.

  • Il presupposto, ossia l’esistenza di un reale pericolo per l’esito della riscossione;
  • la motivazione, in quanto il contribuente ha diritto di essere messo a conoscenza delle ragioni per le quali l’Amministrazione finanziaria ha deciso di scavallare le procedure ordinarie, scegliendo la cosiddetta scorciatoia.

La riscossione dei tributi mediante iscrizione a ruolo

Il prelievo coattivo può avvenire in due modalità: tramite iscrizione a ruolo o attraverso l’ingiunzione fiscale, metodo utilizzato di sovente dagli enti locali e dai loro concessionari privati per i tributi locali. Invece, le imposte dovute all’Erario (Iva, Ires, Irap, Irpef) vengono riscosse tramite ruolo.

Il ruolo non è altro che una lista di debitori con gli importi dovuti da ognuno di loro. Esso viene formato dagli Enti impositori che lo trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate – Riscossione per avviare la procedura dell’esecuzione forzata dei loro crediti.

Ci sono due tipi di iscrizioni a ruolo:

  • ruolo ordinario comprendente i dati del contribuente a partire dal codice fiscale con tutte le informazioni sulle imposte dovute;
  • ruolo straordinario che si distingue dal precedente perché viene emesso solo se esiste un fondato pericolo per la riscossione.

Quando avviene l’iscrizione a ruolo straordinario

Dopo aver accertato i tributi dovuti dal contribuente/debitore da parte degli Enti impositori, come l’Agenzia delle Entrate, avviene l’iscrizione a ruolo straordinario. In tal caso, la legge dispone che l’ammontare dell’importo dovuto comprensivo di tasse, interessi e sanzioni, sia iscritti nei ruoli anche se non è definitivo l’accertamento, magari, perché il contribuente ha aperto ricorso o è ancora in tempo a farlo.

La differenza del ruolo straordinario rispetto al ruolo ordinario è che nel primo vengono iscritte tutte le somme accertate dagli Uffici impositori, sanzioni comprese e senza attendere che l’accertamento sia stato concluso. Con i ruoli ordinari, invece, l’Ufficio può iscrivere inizialmente, a titolo provvisorio, solamente un terzo delle complessive somme dovute e questa percentuale cresce in caso di successivo rigetto del ricorso del contribuente nei vari gradi di giudizio presso le Commissioni tributarie.

Così, il Fisco non deve attendere 60 giorni dalla data di notifica dell’accertamento esecutivo o della cartella esattoriale, tantomeno l’esito del giudizio tributario di opposizione promosso dal contribuente. In sostanza, con l’iscrizione a ruolo straordinario, l’Agente di riscossione viene subito messo in condizione di avviare le procedure di esecuzione forzata per recuperare tutte le somme pretese dall’Amministrazione, dando luogo ai pignoramenti immobiliari e quelli dei conti correnti o degli stipendi e pensioni del debitore.

Iscrizione a ruolo straordinario illegittima

Come abbiamo già detto, per effettuare l’iscrizione a ruolo straordinario devono sussistere dei fondati pericoli per la riscossione, che vengono ravvisati dall’Amministrazione sulla base di elementi concreti che fanno temere la dispersione del patrimonio posto a garanzia del credito fiscale.

Per legge, l’Amministrazione ha l’obbligo di indicare nella motivazione dell’atto impositivo, le ragioni per le quali ha ritenuto sussistente tale pericolo, decidendo di operare l’iscrizione a ruolo straordinaria nonostante l’accertamento non fosse definitivo.

I giudici della Cassazione hanno asserito che l’iscrizione a ruolo straordinario è illegittima quando viene omessa la motivazione, in quanto il contribuente non ha modo di difendersi, e dovrebbe impugnare la cartella esattoriale o l’avviso di accertamento esecutivo, senza conoscere le ragioni della pretesa impositiva, dunque, senza poterla contestare efficacemente.

 

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Nato a Milano nel 1971 ma campano d'adozione, ho sempre avuto una grande passione per la scrittura, pur lavorando come libero professionista in altri settori. La scoperta del Web Copywriting e il vasto quanto complesso mondo della SEO mi ha conquistato, tanto da aver intrapreso un lungo percorso di formazione a aver trasformato un hobby in una fonte primaria di guadagno. Sono stato per anni coordinatore della redazione per CentroMeteoItaliano.it, ho collaborato con Money.it, con Notizieora.it e con BlastingNews.com.