Prestazione di lavoro occasionale: come essere in regola

prestatori di lavoro occasionali

Il nuovo contratto di prestazione occasionale va a sostituire il voucher eliminato nel 2017. I prestatori occasionali non sono né lavoratori autonomi né lavoratori subordinati, in quanto le prestazioni in oggetto sono sporadiche e di breve durata.

Le prestazioni occasionali vengono disciplinate a seconda dell’ambito del loro utilizzo:

  • attività professionale o d’impresa;
  • familiare da un privato persona fisica.

Nel primo caso si parla di un contratto a prestazione occasionale, nel secondo caso si usa il Libretto di Famiglia. In entrambi i casi, sia il prestatore che il datore di lavoro devono registrarsi sin dall’inizio all’apposita piattaforma INPS, con l’obiettivo di gestire il rapporto.

Prestazione di lavoro occasionale: limiti di utilizzo

Per prestazioni di lavoro occasionale s’intendono tutte quelle attività che nell’anno civile producono:

  • per ogni prestatore compensi di importo totale fino a 5.000 euro;
  • per ogni utilizzatore compensi di importo fino a 5.000 euro (prestatori complessivi).

Inoltre, il prestatore dal ciascun utilizzatore non può ricevere compensi superiori a 2.500 euro e nemmeno superare le 280 ore rese in un anno civile.

Chi può usare le prestazioni occasionali di lavoro

Possono ricorrere alle prestazioni occasionali:

  • le imprese che non hanno assunti più di cinque dipendenti a tempo indeterminato (mediante il ricorso al contratto di prestazione occasionale).
    i privati che non esercitano attività d’impresa e nemmeno professionale (ricorrendo al cosiddetto “Libretto di famiglia”).

Come anticipato, per dare una possibilità di più ad alberghi e strutture ricettive del turismo, ma che per aumentare l’utilizzo, sono state concesse le prestazioni occasionali fino a quelle con otto dipendenti assunti a tempo indeterminato, per le prestazioni limitate a:

  • titolari di pensione di vecchiaia;
  • Giovani Under 25 che siano iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado o un ciclo di studi universitario;
  • disoccupati;
  • destinatari di prestazione integrative al salario, del Reddito di Inclusione o di altre forme di sostegno al reddito.

Deroga alla normativa per i prestatori occasionali nel turismo

La deroga si applica a tutti coloro la cui attività principale o comunque prevalente si qualifica con l’attività alberghieri, di villaggi turistici, di rifugi di montagna, di colonie marine e montane, di ostelli della gioventù, affittacamere per soggiorni brevi, case ed appartamenti vacanze, B & B, residence, aree di campeggio e aree attrezzate per roulette e camper.

Invece, non si può ricorrere alle prestazioni occasionali nell’esecuzione di appalti o da parte di imprese:

  • dell’edilizia e settori affini;
  • che esercitano attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo;
  • del settore delle miniere, cave e torbiere.

Prestazioni di lavoro occasionali: prestatori di lavoro occasionale

Eccezion fatta per il settore agricolo, famiglie e imprese possono attivare prestazioni di lavoro occasionale con qualsiasi soggetto, a meno che non si tratti di lavoratori con cui sia ancora in corso (o sia cessato da meno di sei mesi) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, pena la conversione a tempo pieno e indeterminato qualora sia accertata la natura subordinata.

Nel settore agricolo le prestazioni occasionali sono ammesse solo per le attività rese dai seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • Under 25, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  • Disoccupati;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, del reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno al reddito.
  • Tutti i soggetti citati non devono essere stati iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Il compenso dovuto per la prestazione occasionale

Il compenso spettante per le prestazioni di lavoro occasionali è stabilito dalle parti, in misura comunque non inferiore a 9,00 € netti all’ora (8,00 € per i privati), ad eccezione del settore agricolo dove il limite sono i minimi salariali mensili degli operai.

Il limite per il compenso giornaliero è pari ad un minimo di 36 euro, anche nei casi in cui la durata della prestazione sia inferiore. Nessun limite invece per le ore eccedenti le quattro, ma nel limite minimo di 9,00 €/h.

L’INPS si occupa della liquidazione del compenso, entro il giorno 15 del mese successivo quello di esecuzione della prestazione.

Peraltro, anche nel lavoro occasionale i prestatori godono della copertura INPS (contributi versati alla Gestione separata) e INAIL, con oneri interamente a carico dell’azienda, cui si aggiungono i costi di gestione.

La prestazione occasionale non è soggetta a IRPEF e non incide sullo status di disoccupato.

I prestatori riceveranno il compenso tramite bonifico sul conto corrente, a fronte della presentazione di univoco mandato o autorizzazione di pagamento emessa dalla piattaforma INPS e stampata dall’utilizzatore che riporti i dati principali dell’attività: identificazione delle parti, luogo, durata della prestazione e importo del compenso.

Prestazioni Occasionali: cosa fare

Innanzitutto per attivare una prestazione di lavoro occasionale, chiunque sia il lavoratore deve registrarsi sulla piattaforma online INPS.

Una volta fatto ciò, il datore deve erogare il compenso. Il versamento può avvenire tramite F24 o sulla piattaforma INPS a mezzo addebito in conto corrente o su carta di credito.

Un’ora prima dell’inizio della prestazione le imprese devono comunicare all’INPS i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, luogo di svolgimento, oggetto della prestazione, data e ora di inizio e termine della stessa (l’imprenditore agricolo o l’azienda alberghiera possono comunicare la data di avvio e il monte ore complessivo presunto con riferimento a un arco temporale non eccedente i dieci giorni).

I privati invece devono comunicare all’INPS l’avvio dell’attività entro il giorno 3 del mese successivo quello di svolgimento della prestazione e contenente:

  • Dati identificativi;
  • Compenso;
  • Luogo di lavoro;
  • Ambito e durata della prestazione.
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Nato a Milano nel 1971 ma campano d'adozione, ho sempre avuto una grande passione per la scrittura, pur lavorando come libero professionista in altri settori. La scoperta del Web Copywriting e il vasto quanto complesso mondo della SEO mi ha conquistato, tanto da aver intrapreso un lungo percorso di formazione a aver trasformato un hobby in una fonte primaria di guadagno. Sono stato per anni coordinatore della redazione per CentroMeteoItaliano.it, ho collaborato con Money.it, con Notizieora.it e con BlastingNews.com.