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30 novembre, la scadenza da rispettare per la cedolare secca

Il 30 novembre è la scadenza da rispettare per pagare l’acconto sulla cedolare secca. Di seguito tutte le indicazioni e le istruzioni utili.

30 novembre, chi deve pagare il secondo acconto

I proprietari che devono locare un immobile possono scegliere tra due strade, il normale pagamento delle tasse legato all’IRPEF, oppure aderire al regime agevolato della cedolare secca. Attraverso questo regime le tasse si pagano al 21% sulla somma dei canoni annui percepiti. Quindi chiunque abbia scelto di locare un immobile a qualsiasi titolo è soggetto al pagamento dell’imposta.

Chi ha aderito all’opzione per la cedolare secca sugli affitti paga l’imposta sostitutiva entro le stesse scadenze dell’IRPEF, a giugno si versano il saldo e la prima rata di acconto. Mentre il 30 novembre si versa il secondo acconto. In entrambi i casi il modello da utilizzare è il modello F24.

Quanto e come fare il versamento

Si ricorda che già dallo scorso anno il pagamento delle imposte non deve essere del 95%, ma bensì del 100%. Inoltre il pagamento dell’acconto ha delle scadenze ben stabilite a seconda che si paga in unica soluzione oppure in due rate. Nel primo caso si paga entro il 30 novembre, qualora l’importo da pagare è minore di 257,52 euro. Mentre nel secondo caso, si paga entro il 30 giugno la prima rata pari al 40% dell’imposta totale, per importi che superano i 257,52 euro. Il restante 60% va versato entro il 30 novembre.

Il pagamento si esegue attraverso il Modello F24. Infine i codici da utilizzare sono:

  • 1840 cedolare secca locazioni – acconto prima rata;
  • 1841 cedolare secca locazioni – unico soluzione oppure acconto seconda rata;
  • 1842 cedolare secca locazioni – saldo.

Infine il versamento dell’acconto è dovuto se l’imposta dell’anno precedente supera i 51,65 euro. 

Una precisazione per i contribuenti con approvazione ISA

Una precisazione arriva dall’Agenzia delle entrate in merito ai contribuenti per i quali sono stati approvati gli Isa. Infatti per questi operatori sono previste due rate di acconto uguali, e pari al 50%. A prescindere dal fatto che li applichino o meno, e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito del Decreto ministeriale di approvazione. Tale regola si applica anche a coloro che:

  • applicano il regime forfetario agevolato (articolo 1, commi 54-89, legge n. 190/2014)
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1 e 2, decreto legge n. 98/2011)
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari
  • ricadono nelle altre cause di esclusione dagli ISA.

Il saldo si versa entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, o entro il 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.

Francesca Cavaleri

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Francesca Cavaleri

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